I napoletani sanno che la prevenzione gioca un ruolo chiave nella salvaguardia del proprio stato di salute, ma coloro che si sottopongono a controlli regolari sono ancora una minoranza. È quanto rileva l’ultima indagine dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, realizzata da Nomisma.
Dalla ricerca emerge infatti che il 97% dei rispondenti considera importante la prevenzione, ma appena il 44% fa visite anche in assenza di sintomi; il 29% si rivolge al medico solamente all’insorgere di un disturbo, e addirittura quasi uno su quattro (23%) solo quando comincia a soffrire di una malattia vera e propria. Tutto questo nonostante soltanto il 51% dei napoletani valuti il suo stato di salute come ottimo o quantomeno buono.
A dimostrare quanto ancora un’ampia fascia della popolazione trascuri la propria salute c’è anche la frequenza con cui si svolgono alcuni esami. Basti pensare che il 43% dei cittadini del capoluogo campano non si è mai sottoposto a una visita dermatologica per il controllo e la mappatura dei nei, mentre uno su cinque (20%) non ha mai effettuato un elettrocardiogramma o una visita cardiologica. Sul fronte della salute femminile, il 56% delle donne non si è mai rivolta al proprio ginecologo nell’ultimo anno, e circa un terzo (32%) non si sottopone a un pap test da almeno tre anni.
Interrogati sui possibili motivi di questa discrepanza tra consapevolezza ed esami svolti, emerge come le barriere che maggiormente impediscono l’accesso sono da una parte i costi delle visite, segnalati come un problema dal 25% dei rispondenti, ma dall’altra soprattutto i tempi d’attesa troppo lunghi (31%), che continuano a essere un ostacolo soprattutto per chi si rivolge al servizio pubblico. Non a caso, il 54% degli intervistati dichiara di essersi rivolto principalmente al privato, anche in convenzione col SSN, per effettuare visite di controllo negli ultimi 2-3 anni.
Chi si sottopone ad accertamenti lo fa principalmente per iniziativa personale (35%), oppure per la possibilità di accedere a esami gratuiti grazie a programmi di screening regionali o statali (22%). Un supporto significativo potrebbe venire da un maggior utilizzo dei pacchetti di prevenzione previsti dal welfare aziendale e dalle polizze assicurative, che oggi i napoletani indicano come motivazione di un controllo effettuato nell’ultimo anno solo nell’11% e nell’8% dei casi.
Infine, per prendersi cura della loro salute i napoletani puntano anche sullo stile di vita, ad esempio attraverso un’alimentazione sana e bilanciata (58%), limitando comportamenti a rischio come fumo e alcol (46%) e praticando attività sportiva regolarmente (33%). Percentuali inferiori considerano importante anche ridurre lo stress (24%) e migliorare la qualità del sonno (22%).

