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CULTURA&SPETTACOLO

L'editore senza padrini, storia brevissima di una coraggiosa casa editrice siciliana, le Edizioni Ex Libris

20 Settembre 2026 22:11 —

Diciamolo subito, a scanso di equivoci: fare l'editore indipendente in Italia è già un'impresa da temerari, farlo a Palermo lo è due volte. Da una parte i grandi gruppi, con le loro collane, i loro uffici stampa e i loro scaffali prenotati in ogni libreria. Dall'altra chi, come Davide Romano, palermitano del 1971, giornalista di razza, decide che i libri che gli stanno a cuore non aspetteranno il permesso di nessuno. Nel 2010 fondò le Edizioni Ex Libris, e chi conosce il mestiere sa che in quell'anno, e in quella città, ci voleva più ostinazione che capitale.

Cominciamo dal nome, che è già un manifesto. L'ex libris, «dai libri di», era l'etichetta che il bibliofilo incollava sul frontespizio per dire al mondo che quel volume era suo e della sua biblioteca. Romano lo adottò per una casa editrice che nasceva senza padrini, e con questo nome dichiarava una cosa semplice: i libri si fanno per amore di chi li legge, non per compiacere chi conta.

Il debutto fu quello di un uomo che una linea ce l'ha. Sotto la sigla dell'editore, il numero d'ordine più basso appartiene a Uno spettro s'avanza, riflessioni su globalizzazione, mafie, diritti e nuova cittadinanza. Un editore che apre il catalogo con un libro così sa benissimo che non ne uscirà una fortuna. Ma sa anche che l'indipendenza consiste appunto in questo: scegliere ciò che è giusto pubblicare, e non ciò che è comodo vendere.

Poi il catalogo si allargò, e con che gusto. Ci fu Bagnarsi di sole, nutrirsi d'arte, sessantaquattro pagine rilegate e illustrate sull'Italia vista dai russi, libro da bibliofilo più che da classifica. La passione per l'anima russa non era posa: nel 2015 le Edizioni Ex Libris, l'Istituto di lingua e cultura russa «Aleksandr Pushkin» e l'associazione «La Tenda di Abramo» bandirono un concorso internazionale di poesia e narrativa intitolato a Puškin. Un piccolo editore di provincia che organizza un premio internazionale: qui non si vendeva solo carta, si costruiva cultura.

E poi Tolstoj. Nella collana «La biblioteca ideale», Romano curò Riflessioni di un vegetariano e Vita di Gesù e altri scritti, cioè il Tolstoj moralista e cercatore di Dio, quello che i manuali scolastici dimenticano perché non sta comodo in nessuna casella. Non sono libri per le vetrine dei centri commerciali. Sono libri per chi, come l'editore, non ha mai avuto fretta e ha sempre avuto idee.

 

Nell'aprile del 2017 la sigla passò a Nova Media Comunicazione di Carlo Guidotti. E qui la storia, invece di chiudersi, prende una seconda vita, cosa che nell'editoria indipendente non capita spesso.

Guidotti è uomo di penna e di carta: giornalista, scrittore, collezionista di libri, direttore della testata online Reference Post e della rivista «Per – Salvare Palermo», collaboratore di associazioni culturali e docente esterno in progetti formativi e scolastici. Insomma, uno che i libri non li considera merce ma custodia. Lui stesso ha descritto la casa editrice come uno scrigno dove conservare emozioni e saperi da ricordare e da divulgare, e chi ha frequentato Romano riconosce subito la parentela di spirito. Non si compra un marchio per venderlo di nuovo: lo si compra perché ci si crede.

Il nuovo editore rimise mano all'organizzazione e allargò l'orizzonte. Al catalogo che Romano aveva impostato, fatto di saggistica civile, riflessione e classici, si aggiunsero collane per la narrativa, la poesia, le tesi, l'infanzia, le illustrazioni. Poi calendari, segnalibri d'autore, e perfino cd, audiolibri e dvd, come se il libro, per restare vivo, dovesse imparare anche a parlare. Il campo dei saperi si dilatò dalla storia alla moda, dall'enogastronomia alle arti, senza però tradire la filosofia originaria: accanto ai nomi autorevoli e ai prefatori di rango, la casa continua a dare spazio agli esordienti, ai giovani ricercatori, ai poeti di una sola raccolta, a chi altrimenti non troverebbe una porta a cui bussare.

E i risultati si vedono nel catalogo. Escono le opere di Tommaso Romano, le preghiere di Vincenzo Siracusa con presentazione del cardinale Camillo Ruini e prefazione del cardinale Angelo Comastri, il quarant'anni dell'Ottagono Letterario, la ricostruzione delle donne ebree di Sicilia al tempo della Shoah. Escono le novelle brevi adottate da un liceo di Castelvetrano, i romanzi presentati alla Feltrinelli di Palermo come quello di Maria Sapienza, già autrice della «Biblioteca ideale» dei tempi di Romano: un filo che non si è spezzato. Guidotti stesso firma, con Gesualdo Adelfio, una storia illustrata del giornalismo che procede per volumi.

Ed ecco il punto, che va detto senza giri di parole. Un editore indipendente può lasciare in eredità un catalogo, o soltanto dei debiti. Romano lasciò un catalogo, e un marchio che qualcuno volle prendere, rinnovare e portare avanti. Non c'è complimento più grande per chi ha fondato una casa editrice: vederla ancora in libreria quando ormai non è più sua.

Ci sono editori che vengono ricordati per i bilanci. Altri, i migliori, per i libri che hanno avuto il coraggio di fare. Romano appartiene a questa seconda razza, quella che stampa quando gli altri aspettano, e lascia dietro di sé un catalogo che parla per lui.

 

20 Settembre 2026 22:11 - Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2026 22:11
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