29 Ottobre 2026 - Aggiornato alle 12:52
CRONACA

Napoli: Confronto sulle applicazioni cliniche dell'Intelligenza Artificiale

29 Ottobre 2026 11:09 — Peperoni: «Sapere quando e quanto fidarsi». De Paulis: «La responsabilità del medico si evolve con gli strumenti».

La Regione Campania investe sulla ricerca sanitaria e sull'intelligenza artificiale, ma come garantire che le nuove tecnologie siano realmente affidabili e migliorino la qualità delle cure?

La questione diventa sempre più attuale dopo l'approvazione di una misura regionale da 40 milioni di euro destinata a diversi ambiti della ricerca, tra cui la validazione di sistemi di IA a supporto delle decisioni cliniche.

Di opportunità, rischi e responsabilità si è discusso mercoledì 28 ottobre all'Ordine dei Medici di Napoli, durante il convegno “Intelligenza Artificiale in Medicina: applicazioni pratiche nell’attività clinica dello specialista”, promosso da Sumai Assoprof con SIFoP come provider ECM e il patrocinio degli Ordini dei Medici di Napoli e degli Psicologi della Campania. Ai saluti istituzionali sono intervenuti Bruno Zuccarelli, Armando Cozzuto e Paola Mattei.

Per  Gabriele Peperoni, tutor nazionale Sumai e responsabile scientifico del convegno, l'IA sta entrando nella medicina più rapidamente di quanto se ne comprendano potenzialità e limiti. «Il nostro obiettivo non è insegnare ai medici a fidarsi dell'intelligenza artificiale, ma fornire loro gli strumenti per sapere quando e quanto fidarsene».

La supervisione umana, sottolinea, «non può ridursi a una firma posta alla fine di un processo automatizzato. Deve essere una supervisione consapevole, esercitata da un medico che conosca le caratteristiche e i limiti dello strumento che sta utilizzando». Fondamentali, dunque, la validazione degli algoritmi, l'attenzione ai possibili errori e la tutela dei dati sanitari. Senza dimenticare il rischio di nuove disuguaglianze, con «una medicina tecnologicamente avanzata per alcuni e una medicina tradizionale per altri». Nella specialistica ambulatoriale, invece, l'IA può favorire diagnosi precoci e ridurre le attività ripetitive, restituendo tempo al rapporto con il paziente.

«L'obiettivo non è costruire una medicina con meno medici, ma una medicina nella quale i medici possano curare meglio, anche grazie all'intelligenza artificiale». Michele de Paulis, cardiologo dell'ASL Napoli 1 Centro e co-responsabile scientifico, ha illustrato le applicazioni già operative in cardiologia: dall'ecocardiografia, dove gli algoritmi automatizzano le misurazioni, all'analisi dei tracciati elettrocardiografici per individuare possibili aritmie. Tra le prospettive più innovative, il riconoscimento attraverso l'ECG di segnali associati a una ridotta funzione del ventricolo sinistro, con evidenze ancora da consolidare. Su questo fronte de Paulis coordina un registro osservazionale multicentrico che confronta le valutazioni dell'IA con quelle dell'ecocardiografia nei pazienti della cardiologia ambulatoriale.

«Il limite principale – spiega – è che un algoritmo addestrato su certi pazienti, ospedali e apparecchiature può funzionare meno bene quando viene usato altrove. La sfida è dimostrare che l'IA migliori davvero il percorso diagnostico, le decisioni terapeutiche e gli esiti di salute, non solo che funzioni sulla carta». Da evitare tanto la fiducia acritica quanto il rifiuto della tecnologia: «L'intelligenza artificiale non deve sostituire il ragionamento clinico, ma renderlo più informato, tempestivo e accurato. La responsabilità del medico non scompare: si evolve insieme agli strumenti di cui dispone».

La giornata ha approfondito gli aspetti tecnologici, etici e giuridici dell'IA e le applicazioni in psicologia, cardiologia, diagnostica per immagini, gastroenterologia, chirurgia robotica, dermatologia e pediatria, con uno spazio dedicato anche all'ecosistema regionale Sinfonia Salute.

29 Ottobre 2026 11:09 - Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2026 11:09
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