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Porto-Napoli: 4-1. "C'eravamo tanto amati" di Giovanni Spinazzola

04 Novembre 2026 23:46 —

Continua la serie negativa del Napoli, ora sono sette le sconfitte subìte finora su quattordici partite tra campionato e Champions League. Nell’Estádio do Dragão di Oporto gli azzurri sono stati nettamente sconfitti dai campioni del Portogallo con un netto 4-1 evidenziando tutti quei problemi, fisici, tecnici, tattici che ne hanno caratterizzato il suo cammino finora. La lunga lista degli infortunati ha costretto Allegri a schierare in campo gli unici undici giocatori di cui può disporre in questo momento, basta andare a guardare la panchina per rendersene conto. Solo tre giocatori della prima squadra: Giovane, Lang e Lucca, due portieri, e tre ragazzini della Primavera, tanto basta a capire con quale handicap il Napoli è sceso in campo in questo delicato impegno di Champions Legue. Il Porto è un’ottima squadra, ben dotata sul piano tecnico, molto veloce che fa leva su un pressing martellante soprattutto a centrocampo capace di mettere chiunque in grossa difficoltà. E’ chiaro che contro un avversario di questa portata porta ad un grosso dispendio di energie ed è quello che è successo al Napoli. Subìto il goal all’11’ su colpo di testa di Bednarek da un calcio d’angolo battuto da Gabri Veiga gli azzurri dopo una fase di smarrimento hanno trovato il modo di reagire. Vergara schierato sulla fascia sinistra ha cominciato a creare grattacapi al suo marcatore, a centrocampo Gilmour e De Bruyne, coadiuvati da Anguissa, hanno alzato il tono del loro gioco cercando con più insistenza Hojlund che, non solo ha ingaggiato un duello con il suo marcatore, ma ha svariato molto per il campo alla ricerca di palloni utili. Sulla destra Politano ha spinto con più energia mentre in difesa Rafa Marin e Rrahmani si sono fatti in quattro per chiudere gli spazi, così facendo il Napoli ha creato situazioni pericolose. Al 14’ De Bruyne ha servito Hojlund in area ma il danese stretto tra due difensori è andato a terra e non ha potuto concludere.  L’attaccante azzurro, ristabilitosi dall’attacco influenzale che lo ha portato a dare forfait contro la Juventus, al 29’ è partito da centrocampo con una veemente azione personale, entrato nell’area ha fatto partire una gran botta che ha sfiorato il palo grazie ad una provvidenziale deviazione di un difensore. Il Napoli spinge e il Porto soffre, al 38’ Politano serve De Bruyne che fila verso la porta avversaria e trafigge il portiere ma la rete viene annullata per fuorigioco. Passano quattro minuti ed è Vergara che fila sulla fascia fa partire un cross velenoso su cui Diogo Costa in uscita anticipa di poco l’intervento di Hojlund. Il pareggio però è nell’aria, ed è McTominay che al 43’ lo sigla mettendo fine ad uno show del portiere portoghese che prima respinge un gran tiro di Politano e poi opera una parata pazzesca in volo sulla linea di porta sulla ribattuta di Hojlund ma nulla può sul tiro dello scozzese. Si va al riposo sul risultato di parità che lascia buone speranze per la ripresa, ma la partita del Napoli finisce lì. Nel secondo tempo, così come accaduto contro la Juventus gli azzurri non riescono più ad essere lucidi, errori su errori in fase di impostazione della manovra e sotto la spinta dei padroni di casa la difesa ovviamente entra in affanno. Vengono a mancare del tutto anche le spinte sulle fasce di Vergara e Politano e il Porto ha cominciato a randellare. Meret si oppone un paio di volte alle conclusioni dei portoghesi, in particolare al 52’ con un guizzo evita la capitolazione e successivamente un gran tiro di Gabri Veiga al 63’ fa tremare la traversa. La squadra di Allegri barcolla, non riesce ad allentare la morsa asfissiante dei padroni di casa. Occorrerebbe operare dei cambi già, ma in panchina ci sono solo Lang, Lucca e Giovane che entreranno in campo quando ormai la partita era già in pugno del Porto. La stanchezza psico-fisica si fa evidente quando al 71’ un pallone, l’ennesimo, perso a centrocampo fa scattare un’azione in velocità dei padroni di casa ed è Gabri Veiga che penetra facilmente nella difesa sguarnita azzurra e batte Meret nel disperato tentativo di opporsi in uscita. Il portiere azzurro si oppone ad un contropiede di Samu ma all’80’ capitola di nuovo su un colpo di testa di Kiwor da calcio d’angolo. La partita poi si chiude con il rigore trasformato da Samu lanciato in contropiede solo verso Meret per un fallo subìto da Rafa Marin nel tentativo di fermarlo, tra l’altro lo spagnolo viene anche espulso ma ormai la notte era calata sulla squadra azzurra. Nell’analisi che si può fare, al di là delle giustificazioni sulle assenze, vanno evidenziati almeno due palesi criticità: 1) disattenzioni che si ripetono in maniera costante. Sia contro la Juventus che contro il Porto il Napoli è andato incontro a due sconfitte subendo goal in fotocopia. Contro i bianconeri due tiri da fuori, contro i portoghesi due colpi di testa su calcio d’angolo. Come recita il vecchio proverbio “errare è umano ma perseverare è diabolico”. In queste circostanze nessun difensore è andato a correggere l’errore commesso in precedenza. Nella partita di questa sera sia Bednarek che Kiwior sono stati liberi in piena area di saltare e non è la prima volta che accade; 2) la squadra gioca un buon primo tempo poi sparisce dal campo. Stanchezza fisica o mentale? E’ un punto fondamentale su cui occorre intervenire con decisione perché in entrambe le ipotesi non è assolutamente ammissibile che i giocatori possano accusare degli improvvisi cali in una fase della stagione dove si è nel pieno delle proprie forze.

04 Novembre 2026 23:46 - Ultimo aggiornamento: 04 Novembre 2026 23:46
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