24 Febbraio 2019 - Aggiornato alle 05:19
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FIORENTINA-NAPOLI: 0-0 Resta l'obiettivo dell'Europa Leaugue e gli azzurri hanno esaurito tutti i bonus
09 Febbraio 2019 21:50 —

Il Napoli non sa più vincere in trasferta. È arrivato il secondo pareggio consecutivo (senza contare la sconfitta in Coppa Italia), stavolta a Firenze contro la Fiorentina, non proprio Barcellona o Real Madrid. Tanti, tantissimi rimpianti e nessun alibi per questa squadra, ricaduta nuovamente nei suoi errori, quelli soliti che son costati tanti, troppi punti persi fin qui. Serviva un segnale degli azzurri, l’obiettivo era mettere pressione alla Juve impegnata domani a Reggio Emilia con il Sassuolo ma l’unico effetto – più che probabile – sarà vedere i bianconeri scappare nuovamente a +11. Bocciato tutto l’attacco senza appelli né attenuanti; da Insigne a Mertens, fino a Milik (stavolta tralasciamo Verdi, perché in campo per poco più di 10 minuti). Il calcio ha una regola semplice, la più importante; vince chi segna più gol. È chiaro, quindi, che senza reti all’attivo non si possono portare a casa i tre punti. Probabilmente l’hanno dimenticato Dries&Lorenzo, i due “piccoletti” scelti da Ancelotti per provare a scardinare la difesa viola, tutt’altro che Fort Knox. Anche stasera gli azzurri si sono esibiti nella versione “beneficenza”; due punti regalati alla Fiorentina ed una miriade di palle gol sprecate che solo la metà possono bastare per tutto il campionato. Ciro Mertens e Lorenzo Insigne si son sfidati a chi ne sbagliava di più; una gara davvero bella ed intensa, probabilmente vinta dal belga, perché sparare addosso al portiere a cinque metri dalla linea bianca è cosa più difficile che segnare. Addirittura il 14 si è voluto superare; ben due volte, davanti a Lafont, l’ha graziato inspiegabilmente, quasi a non voler infierire ed Insigne non è stato certo da meno. Anche Milik ha voluto partecipare al giochino dei colleghi di reparto ed a gara quasi conclusa in scivolata ha calciato fuori da posizione, però, leggermente defilata. Insomma, nulla di buono, nulla da salvare almeno nel reparto offensivo; la squadra ha prodotto tantissimo ma è mancato il cinismo, la cattiveria e la determinazione negli ultimi 16 metri. Se Mertens ed Insigne sono stati pungenti come coltelli senza lama, a centrocampo Fabian Ruiz ha interpretato il ruolo in maniera diversa rispetto ad Hamsik; poca regia, anche perché lo spagnolo è stato guardato a vista da Veretout, ma tanta circolazione del pallone, fino a proporsi in attacco – una sua conclusione ha sfiorato la rete – e ad aiutare la difesa, ben organizzata e con i meccanismi rodati nonostante la presenza di Maksimovic, ormai titolare aggiunto, accanto a Koulibaly. Fabian Ruiz, accanto a sé, ha avuto un Allan tornato a livelli elevati e la mediana ha girato bene, anche perché Zielinski e Callejon sugli esterni hanno offerto due prove discrete, stringendo ed allargando il gioco nei momenti più opportuni. La squadra, però, non è riuscita a segnare nemmeno con una Fiorentina ridotta all’osso nel finale di gara; Pezzella in campo ma infortunato e con un paio di elementi non al top i viola hanno tenuto botta ed il Napoli è uscito nuovamente a capo chino dal Franchi, un terreno evidentemente stregato. Ora, però, c’è da resettare tutto; giovedì si vola in Svizzera, a Zurigo e lì proprio non si può sbagliare. L’Europa League è obiettivo tangibile ed il Napoli ha già esaurito tutti i bonus.

Giovanni Spinazzola

09 Febbraio 2019 21:50 - Ultimo aggiornamento: 09 Febbraio 2019 21:50
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