14 Novembre 2019 - Aggiornato alle 22:25
SPORT
Napoli-Genoa: 0-0. "E' crisi nera" di Giovanni Spinazzola
10 Novembre 2019 07:23 —

È crisi nera. Al San Paolo finisce proprio com’era iniziata questa serata, tra i fischi. Gli azzurri conquistano solo un pareggio contro un Genoa modesto e terz’ultimo in classifica, ed allungano la striscia di risultati senza vittorie, ormi arrivata a quattro giornate. Non si vince più ed i supporters sono andati giù duro in coda ad una settimana davvero particolare, bollente dopo quanto accaduto martedì sera nel post gara con il Salisburgo. Ci si aspettava una reazione d’orgoglio, una prova di forza, con i calciatori chiamati a prendersi le proprie responsabilità ed a regalare una serata di gioia al pubblico – poco – accorso nonostante il tempo infame. Ed invece ha piovuto sul bagnato a Fuorigrotta, perché l’umore dei tifosi era più nero delle nuvole che stanno scaricando sulla città litri di pioggia da giorni. Ed invece è stata una gara brutta, bruttissima, con un Napoli senza gioco né ragionamento; un gol annullato per fuorigioco, qualche tiro dalla distanza ad impegnare Radu severamente (incredibile su Zielinski, Fabian Ruiz ed Elmas) ed un rigore negato per un braccio di Lerager troppo alto (stanno iniziando a diventare troppi, qualcuno che spighi la regola una volta per tutte no, eh?); questa la produzione offensiva di un Napoli amorfo, con una manovra farraginosa e senza spunto. I calciatori rinchiusi in cerchio al centro del campo – insieme a panchina e staff tecnico - a caricarsi è stato un gesto davvero bello, quasi a voler dimostrare la loro caratura, pronti ad “andare in guerra” e difendere la maglia indossata. Ed invece è rimasta solo l’intenzione, ammesso che ci fosse stata; unici applausi del San Paolo per l’ex Pandev, calciatore mai dimenticato. Eppure i tifosi, dopo aver fischiato i calciatori alla lettura delle formazioni, hanno pure incitato i ragazzi in campo, infiammandosi alle accelerazioni azzurre, per poi esplodere nel finale di gara. In quel momento, però, gesto di maturità dei calciatori; sono rimasti a centrocampo ad incassare i fischi per poi uscire tutti insieme dal terreno di gioco. Non è servito – ad Ancelotti – mettere in campo una squadra molto offensiva, con Callejon, Mertens, Lozano ed Insigne tutti insieme, quasi per un 4-2-4 d’assalto; nemmeno l’ingresso di Llorente nella ripresa ha dato la scossa e la situazione inizia a diventare davvero preoccupante, con Koulibaly ed Elmas in migliori in campo. I calciatori – molti di essi – andranno ora in ritiro e solo tra circa 10 giorni Ancelotti inizierà a ritrovare i suoi ragazzi; saranno giorni di lavoro e riflessione, di confronti tra il gruppo e lo staff tecnico, perché è assolutamente prioritario uscire da questa situazione di crisi. Ottavi di finale e la qualificazione alla prossima Champions League gli obiettivi di questa stagione già deludente dopo tre mesi; trasformarla in disastrosa è un passo che, però, non deve essere compiuto. 

10 Novembre 2019 07:23 - Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2019 07:23
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