07 Dicembre 2019 - Aggiornato alle 20:32
SPORT
Arsenal-Napoli: Intervista a Sheridan Bird del Daily Mail
18 Marzo 2019 21:04 — Il giornalista inglese: “Sono un chiattillo. Il Napoli ha speranze contro l’Arsenal, il San Paolo sarà determinante”.

L’urna di Nyon, come spesso accade con il Napoli, è stata impietosa. I partenopei, infatti, hanno pescato l’Arsenal nei quarti di Europa League. Avversaria dura, durissima, un sorteggio “horror”, terribile come ammesso anche dai media inglesi. La Redazione de “I Fatti di Napoli”, per commentare il sorteggio, ha contattato – telefonicamente ed in esclusiva – il collega del Daily Mail e di Sportmediaset Sheridan Bird.

Sheridan, sarà Arsenal-Napoli ai quarti. Un sorteggio durissimo.

“In Inghilterra è stato definito un sorteggio abbastanza tosto. La stessa cosa non è accaduta al Chelsea; la fortuna ha sorriso a Sarri. Per i Gunners sarà abbastanza difficile perché contro si troverà l’esperto delle coppe, Carlo Ancelotti, così il Napoli, squadra di Champions League a differenza dei londinesi”.

Anche Emery è esperto di coppe.

“Si, è vero. Ha vinto con il super Siviglia ma all’Arsenal è diverso. Ancelotti, invece, ha trionfato con il Milan ma anche con il Real Madrid. Sono due esperti di coppe ma il tecnico napoletano è una spanna superiore, è più abituato”.

Arsenal-Napoli può essere considerata una finale anticipata?

“Si forse, ma non sono convinto. L’Arsenal, spesso, sul campo ha dimostrato di non essere al livello di una squadra da finale. I Gunners hanno forza economica ma avrebbero dovuto fare molto meglio in Europa considerato anche i calciatori avuti in rosa. Nella stagione scorsa, per esempio, è andato benissimo per poi sparire alla prima gara contro avversario di livello, l’Atletico Madrid. Il Chelsea, a differenza dell’Arsenal, ha più un profilo da finale. Ha vinto Champions League ed Europa League. Avrei detto finale anticipata fosse uscita la sfida Chelsea-Napoli”.

Il reparto più forte dell’Arsenal con Ozil, Aubameyang e Lacazette è l’attacco?

“Assolutamente sì. Aubameyang e Lacazette sono molto veloci e potrebbero creare problemi per Koulibaly ed Albiol ma soprattutto per i terzini azzurri. I laterali – da soli – purtroppo hanno già creato problemi alla squadra azzurra nelle ultime settimane; questa stagione è stata difficile per loro. Ozil, invece, è un’incognita perché non sai mai cosa accadrà con lui. Spesso, nelle gare casalinghe contro avversari modesti, fa la differenza regalando assist a pioggia; quando, invece, vi sono gare difficili o campi ostici e caldi in trasferta, lui diventa impalpabile. Avrei più paura di Aubameyang e Lacazette. Ozil, giocando al San Paolo, uno stadio dal pubblico caldo, pazzo – in maniera affettuosa – potrebbe accusare il contraccolpo psicologico e potrebbe essere davvero positivo per gli azzurri. Quando hanno invertito i campi tra casa e trasferta (il Napoli avrebbe dovuto giocare la prima in casa ma, complice la presenza del Chelsea, sorteggiato a Londra per il ritorno come l’Arsenal, l’UEFA ha invertito il campo per i Gunners per evitare la coincidenza di due eventi a Londra in contemporanea, ndr) con il ritorno a Fuorigrotta, i partenopei hanno avuto un piccolo vantaggio. In questa stagione l’Arsenal ha sempre giocato male la prima gara fuori casa per poi vincere e centrare la qualificazione a Londra; con questa situazione, i Gunners non potranno permettersi di sbagliare il primo match. Il cambio campo, per me, ha completamente cambiato l’esito dei quarti, dando un po’ di speranza agli azzurri”.

Un piccolo vantaggio per il Napoli.

“Assolutamente sì; un po’ di fortuna per una squadra sempre molto sfortunata nei sorteggi”.

Il Napoli ormai è secondo in classifica, con primo posto lontano; l’Arsenal, invece, è in piena lotta per il quarto posto in Premier League. Può essere un altro piccolo vantaggio per gli azzurri?

“Non credo. Anche il Napoli, nonostante la Juve sia troppo lontana, con lo scudetto andato, vorrà continuare a giocare bene per il suo pubblico e blindare la seconda posizione di classifica”.

L’Arsenal cosa deve temere del Napoli?

“Innanzitutto il pubblico dello stadio San Paolo. A Fuorigrotta ho visto tantissime squadre forti sciogliersi come neve al sole; non è facile giocare in quell’impianto. In questa stagione il Liverpool ha perso, il PSG ha quasi rubato un pareggio. Il primo vantaggio per gli azzurri saranno i ragazzi della Curva B come canta Nino D’Angelo, senza dimenticare l’altra curva ed il resto dei settori. Attenzione, poi, a Dries Ciro Mertens; il belga sta tornando determinante e Milik dimostra, gara dopo gara, di avere piedi buoni. A centrocampo, poi, se gira Allan, il Napoli gioca bene. La difesa dell’Arsenal è il punto debole della squadra; dai tempi di Sol Campbell la squadra non ha un centrale di spessore e quindi l’attacco partenopeo – spinto dal pubblico – potrebbe fare molto male ai londinesi”.

Hai vissuto cinque anni a Napoli. Come ti ha accolto la città al tuo arrivo?

“Ho vissuto cinque anni al Vomero, quindi sono un chiattillo. La città partenopea è stata la mia prima avventura italiana. Mi sono trovato bene; ricordo il mio arrivo a Capodichino. Presi un taxi e sembrava di essere sulle montagne russe; temevo di morire lì dentro, eppure sono sopravvissuto (ride, ndr). Mi hanno colpito le persone; i napoletani sono caldi, accoglienti, pieni di vita. C’era tutto a Napoli; sole, mare, buona cucina e la simpatia della gente. Amo la cultura napoletana; Totò, Pino Daniele, Nino D’Angelo… non manca proprio nulla nella città partenopea, se non il lavoro. Lo dico con amarezza; adesso vivo a Milano ed ho incontrato tanti ragazzi napoletani e del sud Italia che hanno riscontrato lo stesso problema mio. I cinque anni trascorsi all’ombra del Vesuvio sono indimenticabili; ho visitato le bellezze della città, le isole e sono stato pure al San Paolo a vedere la squadra perfino in Serie C e B. Ho ricordi bellissimi e spero di tornare prestissimo, anche perché ho tanti amici lì. Sono contento che la squadra sia di nuovo al top in Italia, Benitez prima, Sarri poi hanno reso gli azzurri apprezzati a tutte le latitudini. Il Mondo ha visto e s’è innamorato del calcio sarriano dei partenopei; adesso c’è Ancelotti, è un tecnico che adoro e la squadra sta prendendo la sua identità. Napoli l’ho lasciata solo per lavoro, mi sono divertito tanto. Son un tifoso del Napoli; corro sempre con la tuta della squadra indosso e sono in cerca della maglia camouflage del 2014; confido in San Gennaro. Prima o poi la troverò”.    

Giovanni Spinazzola

18 Marzo 2019 21:04 - Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2019 21:04
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