16 Aprile 2024 - Aggiornato alle 22:32
CRONACA

Di Giacomo (S.PP.): "Inchiesta dossieraggio, ulteriori notizie di stampa riconfermano la nostra sollecitazione perché il capo del Dap faccia un passo indietro"

08 Marzo 2024 13:01 —

Le ulteriori notizie diffuse da quotidiani e media sull’inchiesta in corso sul cosiddetto “dossieraggio” di politici e vip riferite all’attuale capo del Dap Giovanni Russo, in qualità di ex coordinatore dell'ufficio delle Segnalazioni di operazioni sospette di cui era responsabile il giudice Laudati, riconfermano la nostra sollecitazione perché il capo del Dap faccia un passo indietro. Così Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziario, secondo il quale il problema di opportunità a conservare l’incarico del Dap - che il Governo Meloni gli ha affidato a gennaio 2023 - trova motivazioni nelle cronache di stampa sulle audizioni davanti alla commissione parlamentare Antimafia del procuratore capo della Direzione nazionale antimafia Giovanni Melillo e del capo della procura di Perugia Raffaele Cantone, che stanno lavorando all’inchiesta sullo spionaggio. Russo, non è indagato, ma da quanto ricostruiscono i giornali nonostante avesse la responsabilità dell’ufficio delle Segnalazioni di operazioni sospette, non si è accorto di niente.

Il Corpo di Polizia Penitenziaria si appresta a celebrare, in un clima che non ha nulla a che fare con la festa, il 207esimo anniversario della fondazione. E in questa fase complicata per l’Amministrazione Penitenziaria alle prese con una situazione di emergenza senza precedenti – afferma Di Giacomo – c’è bisogno al Dap di una guida autorevole che possa prima di tutto contare sul riconoscimento della sua autorevolezza. Per noi, l’anniversario è l’occasione – aggiunge Di Giacomo – per riaprire una riflessione collettiva specie nelle istituzioni, nella politica e nella società sulle gravi criticità che esistono e non si possono trasformare in un’avvincente storia da film. L’incapacità dell’Amministrazione Penitenziaria ad interpretare la situazione attuale e le problematicità dei servitori dello Stato, prima fra tutte le aggressioni e le violenze da parte di detenuti (sino a 1800 casi nel 2023), non può trasformarsi in uno spot sia pure di grande creatività cinematografica. Il riconoscimento di cui ha bisogno il Corpo per il ruolo che svolge in condizioni sempre più difficili merita innanzitutto rispetto e vicinanza per affrontare le problematiche di emergenza che più volte abbiamo segnalato. Meno film, meno racconti cinematografici e più fatti. Ed in questa emergenza un capo del Dap garante del rapporto di fiducia con il personale e i sindacati di categoria”.

08 Marzo 2024 13:01 - Ultimo aggiornamento: 08 Marzo 2024 13:01
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