16 Aprile 2024 - Aggiornato alle 13:22
POLITICA

Elezioni Europee: Il partito animalista scrive a Mattarella

22 Marzo 2024 09:35 —

LETTERA APERTA all'On.le Presidente della Repubblica

Oggetto: Modifica della Legge elettorale per le Elezioni Europee a meno di un mese dalla presentazione dei simboli

Quale Supremo “Garante” e “Guardiano” della tutela costituzionale nel nostro Paese, non possiamo che rivolgerci nuovamente a Lei Presidente dopo che oggi 21 marzo è una brutta “giornata di primavera” per la nostra Democrazia con l'approvazione definitiva della legge di conversione del cosiddetto “Decreto Legge Elezioni”, n. 7 del 2024 e che ha confermato il “taglio” delle liste di colleganza europea, non più esenti dalla sottoscrizioni per presentarsi alla prossima tornata elettorale.

Un attacco gravissimo alla nostra Democrazia ed allo Stato di Diritto, oltre che al più fondamentale principio di un ordine democratico che è la certezza del Diritto.

E' un fatto gravissimo con l'inizio degli adempimenti elettorali partito, come per legge, già dalla prima metà di dicembre 2023.

Se dovesse firmare la conversione del nuovo testo di Legge a 4 settimane circa dalla presentazione dei simboli al Ministero dell'Interno, molti partiti d'improvviso si ritroverebbero "nottetempo" obbligati alla raccolta delle sottoscrizioni e, in particolare, ad aver perso quattro mesi, in quanto avevano rispettato il principio cardine dell'ordinamento democratico, e cioè la certezza del Diritto, appunto nel rispetto dell'attuale norma che da dicembre li conferma esenti dalle sottoscrizioni.

Non sta a noi dire, come ritenuto da più giuristi, che questo sia un passaggio pericoloso e viziato da una chiara incostituzionalità, che viola altresì i disposti della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa, la quale vieta agli Stati di modificare la legge elettorale un anno prima delle elezioni.

Ma soprattutto viola gravemente anche la Giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (C.E.D.U.) che nella nota sentenza Ekoglasnost vs. Repubblica di Bulgaria, condannò già nel 2005 l'allora nuovo membro della U.E. come anti-democratico nella violazione del diritto a libere, trasparenti e corrette elezioni (previste dall'art. 3 del Protocollo n. 1 della Convenzione dei Diritti dell'Uomo), proprio perché a pochi mesi dalle votazioni modificò in senso restrittivo l'accesso alle elezioni e la legge elettorale vigente.

L'Italia, “culla del diritto”, non può essere questa. Confidiamo che la Presidenza della Repubblica NON FIRMI questa conversione di legge e rimandi alle Camere il testo per una correzione che salvaguardi la nostra Democrazia e lo Stato di Diritto, per il rispetto del nostro Ordine democratico che viene espresso dai Partiti Politici anche “minori”, come previsto dalla nostra Carta Costituzionale all'art. 49.

Con Osservanza Avv. Cristiano Ceriello

22 Marzo 2024 09:35 - Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2024 09:35
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