21 Aprile 2024 - Aggiornato alle 11:18
CULTURA&SPETTACOLO

Il Teatro in Campania dal 4 al 10 marzo

01 Marzo 2024 12:27 —

Cinema Teatro Italia di Eboli Info 0828365333 Martedì 5 marzo, ore 20.45

Teatro Diana di Nocera Inferiore info 3347009811 Venerdì 8 marzo, ore 20.45

Teatro Gloria di Pomigliano d’Arco Info 0818843409 Sabato 9 marzo, ore 20.45

Ente Teatro Cronaca, S.G.A.T., Tradizione e Turismo - Teatro Sannazaro Presentano Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta adattamento e regia Claudio Di Palma con Massimo De Matteo e con Giovanni Allocca, Raffaele Ausiello, Chiara Baffi, Andrea de Goyzueta, Angela De Matteo, Renato De Simone, Luciano Giugliano, Valentina Martiniello, Fabio Rossi - scene Luigi Ferrigno costumi Giuseppe Avallone aiuto regia Peppe Miale assistente alla regia Manuel Di Martino

La celebre commedia di Scarpetta, capolavoro assoluto di comicità, rivive di nuova luce nell’adattamento diretto da Claudio Di Palma. Siamo alla fine degli anni Cinquanta, la filodiffusione invade per la prima volta i luoghi pubblici con l’intento di pacificare gli animi agitati da un vortice di affannoso arrivismo.

Qui ritroviamo le avventure di Felice Sciosciammocca giunto a Napoli per fare visita al nipote Ciccillo che gli ha fatto credere di essere medico e proprietario di una clinica “per matti”.

Le frustrazioni, le speranze, le ambizioni degli stravaganti personaggi si trasformano in assolute follie agli occhi dello stralunato Sciosciammocca, regalando al pubblico irresistibili spunti di travolgente comicità.

Lo spettacolo

Un giovane sfaccendato e disoccupato, inopinatamente scialacquatore al gioco, fa credere a suo zio Felice Sciosciammocca, sindaco di Roccasecca e suo ingenuo finanziatore, di essere medico a Napoli in una clinica per malati di mente.

Al sopraggiungere inatteso dello zio il giovane si affanna a tessergli contro un intricato raggiro. Spaccia i clienti di un albergo da lui frequentato come i casi clinici che è impegnato a seguire e curare.

In effetti, le caratterialità degli ospiti rendono sufficientemente credibili agli occhi dello zio Felice le anomalie psichiche loro attribuite dal giovane e conseguentemente il poveruomo, tutto teso ad assecondare le volontà dei “pazzi”, diventa artefice e vittima di una continua e crescente serie di equivoci esilaranti.

Il lieto fine è misuratamente annunciato e realizzato. La scoperta dell’inganno, la confessione ed il perdono diventano, così, fasi di una liturgia della pacificazione che sancisce e chiude come da tradizione ogni invenzione di Scarpetta.

Mutuando le dinamiche delle vaudevilles francesi, Scarpetta prefigura, nelle sue opere, esasperazioni comiche che provengono in ogni caso da spaccati di vita possibile.

La società parallela che teatralmente immagina ha, infatti, punti di contatto con un mondo reale, quello partenopeo d’inizio Novecento, popolato ancora da macchiettismi naturali e da rarità fisico-comportamentali.

Il suo abile gioco drammaturgico consiste nell’inserimento surreale di queste eccentriche zoomorfie umane in contesti e situazioni che ne accelerano il potenziale buffo e buffonesco.

La sua grammatica scenica farcisce i personaggi di un linguaggio composto da strafalcioni e nonsense, articolando così rapporti che, nella moltiplicazione dell’assurdo, sappiano anche testimoniare vizi e manie assolutamente verosimili.

È così che, ad esempio, il risibile complotto che il giovane rampollo ordisce ai danni dell’ingenuo zio Sciosciammocca diventi occasione, magari non cosciente, ma non per questo meno efficace, di una analisi dei rapporti tra il vero ed il falso, tra la sanità mentale e la follia. 

Il medico dei pazzi è, in questo senso, un emblematico, complesso e riuscito ingranaggio teatrale in cui la comicità nasce infondo dal contrasto continuamente opposto dagli eventi (dalla vita) ai legittimi desideri e ai plausibili propositi dei più disparati avventori. Impietosamente, ma con spirito divertito, Scarpetta fa inciampare le sue creature in mille frustrazioni trasformando così agli occhi di Sciosciammocca, e soprattutto del pubblico, le loro minute, quotidiane speranze in assolute follie.

Scarpetta suggerisce a tutti, insomma, di riconoscere l’insania e lo squilibrio che frequentemente informano la nostra ostentata assennatezza e nel sonoro divertimento che sa generare, nasconde note sottili e taglienti che restano come vago e misterioso riverbero della più gioiosa risata.

Note di regia

Occorre riconoscere che in taluni casi le scelte registiche rispondono a quel fenomeno di transitorietà creativa (quando va bene) che prende il nome di suggestione: un’insinuazione sotterranea, un’induzione a volte anche arbitraria.

Nel caso de Il medico dei pazzi, per conseguire le ragioni che hanno spinto allo studio della sua messa in scena, la suggestione ha avuto nome: filodiffusione. Una innovazione tecnologica che arriva in Italia a fine anni ’50 e che determina il tentativo di convertire molti luoghi pubblici, relazionati per lo più al concetto di cittadino come cliente, ad occasioni di piacevole rilassatezza.

Alberghi, lidi balneari, negozi, ma anche studi professionali, uffici ricreano ambienti pacificanti attraverso la trasmissione continua di musica a basso volume e in gran parte carezzevole. Una colonna sonora perpetua e sottile il cui andamento muove la necessità di riposare gli animi, di metterli a proprio agio.

Animi, invece, all’epoca per nulla propensi all’adagio e agitati piuttosto da un vortice di nuovi interessi quotidiani in cui disinvolto disimpegno ed affannoso arrivismo andavano entrambi assumendo la connotazione del vizio.

Una frenesia che porta i segni di un ritmo prevalentemente cittadino a cui la rarefazione della provincia paesana opponeva resistenza inconsapevole. Una discrasia musicale di tempi che evidenziava uno scarto profondo di usi e linguaggi fra i centri e le periferie. Un’ultima frattura prima del processo, neppure lento, certamente inarrestabile dell’omologazione.

Ecco! In fondo è tutta qui la sproporzione di identità fra Felice Sciosciammocca da Roccasecca e gli altri (davvero tutti, anche sua moglie). Ecco le ragioni delle sue sorprese, delle sue paure, del suo disorientamento.

Ecco, di conseguenza, i motivi della sua comicità: scaturiscono dalla sua inopportunità linguistica, estetica, emotiva. I tic compulsivi, i tentativi di accreditamento sociale dei cittadini che incrocia, pur plausibili, gli sembrano immotivati e folli; capaci di condannarlo ad una sorta di buffa e dolente solitudine.

Ecco, infine, le ragioni per rimodulare e ricollocare luoghi e linguaggi della commedia nella fine degli anni Cinquanta accompagnandoli, a questo punto quasi inutile dirlo, dai suoni lontani della filodiffusione. (Claudio Di Palma)

Teatro Ricciardi di Capua Info 0823963874 Martedì 5 marzo, ore 20.30

Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli Info 3247879696 Mercoledì 6 marzo, ore 20.45

Teatro Comunale Mario Scarpetta di Sala Consilina Info 3498713124 Giovedì 7 marzo, ore 20.45

Teatro Barone di Melito di Napoli Info 0813418905, 3278654469 Venerdì 8 marzo, ore 20.45

Teatro Partenio di Avellino Info 0825270961 - 3484072885 Sabato 9, ore 20.45, e domenica 10 febbraio, ore 18.00

Gli Ipocriti Melina Balsamo e Fondazione Teatro della Toscana presentano Giuliana De Sio e Alessandro Haber in La signora del martedì di Massimo Carlotto e con Paolo Sassanelli, Riccardo Festa, Samuele Fragiacomo - scene Francesco Ghisu costumi Katarina Vukcevic regia Pierpaolo Sepe

La trama

Una donna, Alfonsina Malacrida, detta Nanà, da nove anni, ogni martedì, tra le quindici e le sedici, va a comprarsi un’ora d’amore. Nove anni fatti di un martedì dietro l’altro: la signora arriva, saluta, mette il denaro sul comodino, si spoglia, piega ordinatamente i vestiti e s’infila a letto dopo aver verificato la pulizia delle lenzuola.

Lui, Bonamente Fanzago, attore porno al tramonto, che nei periodi di magra aveva fatto anche il gigolò è rimasto con quest’unica cliente: la signora del martedì. Solo che verso il quarto anno di incontri, l’attore si era innamorato della donna mentre all’inizio del settimo era così travolto dai sentimenti che aveva commesso l’errore di dichiararsi.

Ma Nanà, forse sorridendo dentro di sé, aveva risposto con decisa fermezza: “Io non potrò mai essere tua. Sono solo un’affezionata cliente che ti paga per fare sesso”.

Gli incontri avvengono presso una pensione dove Bonamente alloggia da quindici anni; la prima volta che l’attore ha bussato alla porta è stato accolto dal gestore – il signor Alfredo – con queste parole “Tutti qui mi chiamano signor Alfredo, ma come vedi sono inequivocabilmente una bella donna e come tale voglio essere trattata”.

L’attore era certo che la pensione avesse perso tutti i suoi clienti proprio a causa di quegli abiti femminili; un tempo, quando il signor Alfredo era bella, le camere erano sempre occupate. Lei si era dedicata con passione ai suoi ospiti e poteva capitare che trascorresse parte della notte con uno di loro. Non per denaro ma, appunto, per passione.

Ora Nanà e Bonamente sono in camera, hanno appena fatto sesso. Bussano alla porta. Il signor Alfredo dice che c’è un giornalista che vuole vederla. Nessuno dovrebbe sapere che lei si trova lì.

Nanà si riveste e va in salotto ad incontrarlo. Dalle parole di Pietro Emilio Belli, giornalista di cronaca senza scrupoli, emerge il passato oscuro della donna. Nanà è disperata, si difende male, come tutti gli innocenti, nella consapevolezza che l’articolo potrebbe distruggerla. Bisogna agire in fretta.

Note di regia

Un testo intriso di torbida sensualità ma anche di dolcezza e di grazia, arricchito da un’ironia elegante e tagliente che produce leggerezza e sorriso. Uno stato di tensione, di trepidazione, attraversa tutto lo spettacolo e ci accompagna fino all’imprevedibile conclusione, lasciandoci senza fiato, legati per sempre a questi meravigliosi personaggi nati dall’immaginazione di Massimo Carlotto, una delle penne più efficaci e profonde del nostro tempo, investigatore instancabile del crinale tra il bene e il male. (Pierpaolo Sepe)

Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE) info 0818919620, 3478572222 Da mercoledì 6 a venerdì 8 marzo 2024, ore 20.45

Teatro Auditorium Tommasiello di Teano info 0823885096 - 3333782429 Sabato 9 marzo, ore 20.45

Italia Concerti presenta Maurizio Casagrande in Il viaggio del papà una commedia di Maurizio Casagrande e Francesco Velonà con Ania Cecilia, Michele Capone, Giovanni Iovino performer Arianna Pucci disegno luci Saverio Toppi scenografia Max Comune

costumi Mariarosaria Riccio regia Maurizio Casagrande

Questa è la storia di un padre e di un figlio che non si conoscono. Provano un profondo fastidio l’uno nei confronti dell’altro, divisi da sempre dalle loro differenze. Il padre avrebbe voluto un figlio che gli somigliasse; pragmatico, efficiente e spregiudicato, sempre alla ricerca del successo personale, esattamente come lui.

Invece gli è capitato un figlio sognatore, vacuo e incapace di realizzare qualunque cosa. Il figlio dal canto suo, avrebbe voluto un padre che non incarnasse rigidamente la figura genitoriale, ma che fosse senza pregiudizi nei suoi confronti, che avesse una visione più ampia e moderna del mondo.

Due realtà che non si capiscono. Un padre ed un figlio che si danno la possibilità dell’incontro decidendo di fare un viaggio insieme, con la speranza che questa esperienza condivisa possa abbattere il muro che li divide.

Durante il loro viaggio accadrà un evento straordinario che li porterà a cambiare la loro visione del mondo. Come novelli Robinson Crusoe si ritroveranno naufraghi su di un’isola sconosciuta, costretti a cooperare e aiutarsi a vicenda per sopravvivere.

Scopriranno che quell’isola non è come tutte le altre. È fatta di plastica e tutto quello che troveranno in quel luogo non è quello che sembra. Questo li porterà ad un incontro con un essere sovrannaturale che, attraverso il linguaggio universale della musica, chiederà il loro aiuto per non morire.

“Ci tenevo molto però a raccontare questa storia perché credo sia molto importante, vedere un uomo convinto di sapere tutto, crollare di fronte ai suoi peggiori incubi, fa sempre ridere, e far ridere è la mia missione principale.

Se poi nel farlo, riesco ad accendere anche una piccola riflessione sono veramente felice. Ah, dimenticavo, il titolo è “Il viaggio del papà”, perché in fondo il papà è il nostro primo eroe.”

Teatro Magic Vision di Casalnuovo Info 0818030270, 3292180679 Da mercoledì 6 a venerdì 8 marzo, ore 20.45

Malfi Music presenta Peppe Iodice in So’ Pep…Sempre di più  spettacolo di Peppe Iodice scritto con Marco Critelli e Francesco Burzo regia e terapia di Francesco Mastrandrea

Tutto il mondo sta provando a venire fuori da un periodo estremamente complesso: guerra, pandemia, crisi economica hanno cambiato le regole del gioco! E per gli artisti non ha fatto differenza, così quando nella scorsa stagione abbiamo pensato al nuovo spettacolo insieme a Peppe Iodice, ci siamo detti che forse ci avrebbe fatto bene usare questo nuovo show come un’occasione per liberarci dalle nostre paure, preoccupazioni, perplessità, e dove farlo se non in teatro? Da sempre nostro luogo preferito per esprimere emozioni.

Abbiamo così deciso di condividere con gli spettatori le riflessioni, i pensieri e la personalissima visione comica della realtà che ha reso Peppe un beniamino del pubblico.

La versione aggiornata di questo show è sempre più attuale, sempre più irriverente e sincera, sempre più vicina al ritratto di Peppe Iodice, uomo e artista, sempre di più Pep!

Insieme al pubblico proveremo a dare vita a una terapia di gruppo, alla nostra maniera, e vi sveleremo i nostri segreti, liberamente e senza filtri, tanto alla fine ‘resta tra noi’.

Teatro Metropolitan di S. Anastasia Info 0815305696 Giovedì 7 marzo, ore 20.45

Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei Info 0818577725, 3381890767 Da venerdì 8 a domenica a 10 marzo (feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)

Ente Teatro Cronaca e A.G. Spettacoli presentano Carlo Buccirosso in Il vedovo allegro scritto e diretto da Carlo Buccirosso con Gino Monteleone, Massimo Andrei, Elvira Zingone, Davide Marotta, Donatella de Felice, Stefania De Francesco, Matteo Tugnoli scene Gilda Cerullo e Renato Lori, costumi Zaira de Vincentiis musiche Cosimo Lombardi, disegno luci Luigi Della Monica aiuto regia Fabrizio Miano

Tre anni dopo la fine della pandemia, Cosimo Cannavacciuolo, vedovo ipocondriaco, stabilmente affetto da ansie e paure, inquilino del terzo piano di un antico palazzone situato nel centro di Napoli, persa la sua amata moglie a causa del virus, si ritrova a combattere la solitudine e gli stenti dovuti al fallimento della propria attività di antiquariato, che lo ha costretto a riempirsi casa della merce invenduta del suo negozio, e a dover lottare contro l’ombra incombente della banca concessionaria del mutuo che, a causa dei reiterati mancati pagamenti, minaccia l’esproprio e la confisca del suo appartamento…
La vita di Cosimo sarebbe stata molto più vuota e monotona senza la presenza di Salvatore, bizzarro custode del palazzo, e dei suoi due figli Ninuccio e Angelina, il primo in costante combutta con lo stesso, e la seconda votata al matrimonio e alla pulizia del suo appartamento.

Ed è anche per fronteggiare le difficoltà economiche del momento che Cosimo ha concesso l’uso di una camera dell’appartamento a Virginia, giovane trasformista di cinema e teatro che gli porta una ventata di spensieratezza che non guasta…

Ma la vera angoscia del vedovo antiquario è rappresentata dai coniugi Tomacelli, vicini di casa depositari di un drammatico segreto, che da mesi contribuiscono a rendere ancora più complessa la sua quotidiana e strenua lotta per la sopravvivenza!

Per tale motivo Cosimo si vedrà costretto a chiedere il parere del dottor De Angelis, ginecologo del quarto piano, entrato nelle grazie di Angelina in disperata ricerca di un buon partito, ma l’incontro con lo stesso non servirà a schiarirgli le idee…

Riuscirà l’inquilino del terzo piano ad uscire dal baratro nel quale è sprofondato da anni, senza apparente via di scampo?!Lo scoprirete solo venendo a teatro… (Carlo Buccirosso)

Teatro Nuovo di Napoli Da giovedì 7 a domenica 10 marzo (giovedì ore 21.00, venerdì e domenica ore 18.30, sabato ore 19.00) Info 0814976267

Etnorama Cultura per nuovi ecosistemi, CSS Udine presentano Corvidae  Sguardi di specie di e con Marta Cuscunà Ispirato alla miniserie tv trasmessa da Rai 3 ne La Fabbrica del Mondo di Marco Paolini e Telmo Pievani progettazione e realizzazione animatronica Paola Villani assistente alla regia Marco Rogante drammaturgia Giacomo Raffaelli esecuzione dal vivo luci, audio e video Marco Rogante sound design Michele Braga

Corvidae. Sguardi di specie è la serie tv scritta per il programma di RAI 3 La Fabbrica del Mondo di Marco Paolini e Telmo Pievani. La serie, ora, esce dallo schermo e arriva in teatro con tre stagioni in cui uno stormo di corvi regala una prospettiva diversa sui danni che come specie abbiamo combinato al Pianeta e sulle possibilità che abbiamo di rimediare.

Il pubblico potrà così rivedere in teatro gli episodi della prima stagione andati in onda su RAI 3, ispirati dai temi che Marco Paolini e Telmo Pievani hanno affrontato di puntata in puntata e scoprire, negli episodi nuovi della seconda e della terza stagione, l’eco del pensiero dell’antropologa Anna Tsing, della biologa Lynn Margulis, del filosofo Bruno Latour e di quell’ecologia affettiva di cui parla Donna Haraway in Staying with the trouble.

Corvidae. Sguardi di specie ci interroga sulla possibilità di realizzare una nuova armonia fra la natura e un progresso finalmente sostenibile attraverso lo sguardo comico e disincantato di uno stormo di corvi meccanici.

L’installazione scenica, progettata dalla scenografa Paola Villani, permette la manovrazione a vista dei corvi attraverso un sistema di joystick e cavi di freni di biciclette.

Lo spettacolo è prodotto da una rete di soggetti importanti tra cui il Piccolo Teatro di Milano e il CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, guidati dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento che ha scelto di presentare in prima assoluta lo spettacolo in occasione del suo decimo compleanno, il 22 luglio 2023, sul grande palco allestito nel parco del museo.

Il MUSE ha anche messo a disposizione della squadra artistica i suoi esperti: scienziati, biologi, paleontologi, ornitologi, esperti di divulgazione scientifica che hanno supportato la fase di ricerca e scrittura con spunti e approfondimenti.

Oggi più che mai il mondo scientifico ha bisogno di stringere alleanze con altre discipline per comunicare in modo efficace il tema del riscaldamento climatico e soprattutto per spingerci a un’azione collettiva per limitarne il peggioramento.

Letteratura, cinema, teatro: anche il mondo dell’arte è coinvolto in questa sfida. Insieme al MUSE abbiamo iniziato un percorso di ricerca in questo senso e ora, con questa nuova collaborazione, per noi il Museo delle Scienze non è più solo un luogo di conoscenza ma anche una casa per la creazione artistica.

Teatro La Provvidenza di Vallo Della Lucania info 0974717089 Venerdì 8 marzo, ore 20.45 

Teatro Diana Centro di Produzione Teatrale presenta Mettici la mano di Maurizio De Giovanni con Antonio Milo, Adriano Falivene, Elisabetta Mirra scene Toni Di Pace, costumi Alessandra Torella musiche Marco Zurzolo, disegno luci Davide Sondelli regia Alessandro D'Alatri

Dopo la lunga stagione dei teatri chiusi è una gioia poter annunciare il mio ritorno sulle tavole del palcoscenico. Un ritorno che segna anche una continuità artistica inedita per me: questo nuovo progetto nasce come una costola della saga de “Il commissario Ricciardi”, dopo il successo della serie televisiva a cui ho lavorato.

Dalla straordinaria e immaginifica penna di Maurizio de Giovanni, due tra i volti più colorati si staccheranno dalle vicende del filone corale del Commissario e torneranno a raccontarsi con il pubblico, ma questa volta dal vivo: il brigadiere Maione e il femminiello Bambinella. Due figure che non fatico a descrivere come “maschere”, unici tra i personaggi dei romanzi ad indossare un costume: uno con il rigore della divisa e l’altro con la leggerezza della femminilità travestita. La vicenda manterrà la sua ambientazione napoletana, città che continua amorevolmente a vivere nella mia esperienza, raccontata in un periodo temporale diverso da quello dei romanzi.

Qui troveremo una Napoli devastata dalle conseguenze del nazifascismo, martoriata dagli allarmi e dai bombardamenti, ma mai priva di quella carica di umanità e di amore per la vita. Medesimi saranno i due attori che hanno interpretato la serie tv: Antonio Milo e Adriano Falivene.

Una garanzia artistica in equilibrio tra dramma e commedia che sicuramente restituirà al pubblico la gioia di ritornare in platea. La novità è Elisabetta Mirra nel ruolo di Melina, straordinario sguardo sul sacrificio femminile di quell’epoca. Medesimi saranno anche i reparti artistici che mi affiancheranno in questa nuova avventura: chi ha amato i romanzi e la fiction ritroverà la stessa poetica e lo stesso divertimento. A completare la magia ci saranno le musiche di Marco Zurzolo. Aggiungo il piacere e l’orgoglio di collaborare con il teatro Diana, un’istituzione nella storia del teatro napoletano. (Alessandro D’Alatri)

Teatro Pasolini di Salerno Info 089662141 Sabato 9, alle ore 20.00, e domenica 10 marzo, alle ore 18.00

Teatro di Napoli - Teatro Nazionale presenta Play Viviani da Raffaele Viviani diretto e interpretato da Tonino Taiuti spazio scenico Tonino Taiuti costumi Sara Marino disegno luci Carmine Pierri assistente alla regia Luca Taiuti assistente alla scena Mauro Rea foto di scena Ivan Nocera

Tonino Taiuti torna a uno degli autori più amati, Raffaele Viviani, che ha frequentato in tempi lontani con Toni Servillo e più di recente con Alfredo Arias (Circo equestre Sgueglia) che gli è valso, per la seconda volta, il premio Maschere del teatro italiano come attore non protagonista.

Solo che questa volta, diversamente da passato, Taiuti ci mostra l'autore in una nuova prospettiva: Viviani è l'immediatezza dell'agire scenico che viene rappresentato quasi sempre calcando quel segno realistico che gli è proprio, all'opposto Play Viviani mette in primo piano la poesia che accompagna i personaggi e che definisce il loro mondo, una poesia della vita e dell'esistenza fatta di cose elementari e necessarie, che offre una sorta di aura a quasi tutta quella folla di persone che l'autore convoca in scena.

Taiuti costruisce drammaturgicamente un percorso circolare, come l'arena di un circo in cui i personaggi sono anime che ritornano, riaffiorano, per modulare una sorta di Spoon river di Viviani e di quel mondo.

Se nelle opere originali la storia centrale è accompagnata dalle mille voci che ne fanno da scenario e sostrato, Taiuti innesta invece i vari personaggi uno nell'altro senza costruire una storia definita, ma li fa incontrare ponendoli su un'altalena che ciondola tra tragedia e commedia per definire e strutturare una ideale hilarotragedia che fa da tessuto allo spettacolo.

Il tutto è reso ancora più forte se si pensa alla matrice prima del commediografo: il varietà. È una formula questa che ripensata permette a un artista contemporaneo come Taiuti di utilizzare il canto, la battuta, il comico, la musica ambient, come strumenti essenziali per rielaborare e creare un corto circuito interno, che non è mai ricostruzione, ma che arriva a misurarsi con l'oggi, con una contemporaneità che continuamente si affaccia in scena. Solitudini, amarezze, ma anche i migranti di ieri e di oggi e il razzismo che pesa sempre sugli ultimi, i diversi e i marginali. Un universo che comunque nonostante le difficoltà sa sempre sorridere e ridere perché la vita è più forte di tutto e offre sempre spunti e ragioni per andare avanti.

Teatro Magic Vision di Casalnuovo Info 0818030270, 3292180679 Domenica 10 marzo, ore 20.45

Scenografie Imparato & figli in collaborazione con Fondazione Trianon Viviani presentano Gianfranco Gallo in Reginella, sono Libero sogno in parola e musica di Gianfranco Gallo con Alessia Cacace, Anna Rita Di Pace, Alessia Moio, Luigi Esposito, pianoforte
Emiliano Barrella, percussioni Umberto Lepore, basso e con Lisa Imperatore con la partecipazione di Ciccio Merolla scene Francesca Garofalo, costumi Anna Giordano assistente regista Alfredo Le Boffe direzione musicale, arrangiamenti e musiche di scena Luigi Esposito

Siamo in un non luogo, Libero Bovio su una poltrona dorme. È il 26 Maggio del 1942 , giorno della sua morte. Si desta, si guarda allo specchio, il corpo e la voce non sono suoi. Forse sogna?

Uno strano personaggio senza tempo, lo informa della sua dipartita. Lui è un “catalogatore”, ha il compito di giudicare le opere degli scrittori e dei poeti al fine di decretarne un successo eterno o un oblio dopo la loro vita terrena.

Ma di chi è il corpo nel quale si agitano i pensieri di Don Liberato?

Lo spettacolo è un originale viaggio tra le creazioni di uno dei più grandi autori della Canzone classica napoletana.

In scena con Gianfranco Gallo, il famoso percussionista Ciccio Merolla e una compagnia di 10 artisti.

01 Marzo 2024 12:27 - Ultimo aggiornamento: 01 Marzo 2024 12:27
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