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SPORT

Udinese-Napoli: 1-1. "CantaNapoli" di Giovanni Spinazzola

04 Maggio 2023 23:59 —

Il Napoli è campione d’Italia per la terza volta nella sua storia. Agli azzurri serviva una vittoria o un pareggio e alla fine sulla ruota di Udine è uscito l’1-1, al termine di una partita sofferta resa difficile e complicata dalla rete di Lovric lasciato libero in area di rigore di tirare una gran botta che si è infilata nell’angolino alto alla sinistra di Meret. Le streghe da quel momento hanno ricominciato di nuovo a volare sulla testa degli azzurri e la paura di dover rinviare di nuovo la festa si è insinuata nell’animo dei tifosi. La squadra non riusciva a reagire come ha fatto brillantemente diverse volte nel corso di questa stagione, sulle fasce venivano a mancare la spinta degli esterni che hanno rappresentato l’arma in più. Sulla sinistra Kvaratskhelia, più pimpante rispetto alla gara con la Salernitana, è stato oggetto di una marcatura ferrea tollerata un po' troppo dall’arbitro e un contatto in area forse poteva essere anche punito con il rigore ma il VAR lo ha ritenuto lieve. Olivera sappiamo che è molto bravo in fase di copertura ma non spinge molto cosicchè era sulla destra che si poteva dare un impulso all’azione di attacco, ma Elmas si accentrava e Di Lorenzo era un po' troppo contratto. Lobotka, come al suo solito, si prodigava molto per cercare di trovare l’imbeccata giusta trovando un buon aiuto in Anguissa ma, nonostante un indiavolato Osimhen a caccia su ogni pallone, le azioni pericolose scarseggiavano. Un colpo di testa del nigeriano su cross di Elmas è stato il maggior pericolo costruito dalla squadra di Spalletti. Nella ripresa però la situazione è cambiata. Elmas e Di Lorenzo hanno cominciato a spingere di più sulla destra creando grattacapi alla difesa dell’Udinese, il ritmo è salito di tono e gli scambi in fase di costruzione della manovra di attacco sono diventati più rapidi. La squadra ne ha tratto giovamento e al 52’ su angolo battuto da Elmas il pallone è arrivato a Kvaratskhelia in piena area, pronto il tiro del georgiano che veniva respinto da Silvestri ma Osimhen era lì pronto in agguato e metteva dentro il goal scudetto. Da questo momento il Napoli diventava padrone del campo e al 70’ Zielinski, subentrato a Ndombelè, veniva beccato in area. Pronto il tiro del polacco e Silvestri doveva volare per evitare la capitolazione. Da questo momento Di Lorenzo e compagni decidevano di addormentare la partita facendo filare via i minuti senza rischiare nulla e al 93’ al triplice fischio il boato dei quindicimila supporters azzurri era come una liberazione. La festa poteva finalmente cominciare, il Napoli poteva matematicamente cucirsi sulle sue maglie il più che meritato terzo scudetto al termine di una stagione straordinaria che ha regalato emozioni, gioie e qualche piccolo dispiacere che però è stato ampiamente ammortizzato da questo splendido trionfo. La città è esplosa di entusiasmo, fuochi d’artificio sparati dovunque, in strada, nelle piazze, neanche fosse Capodanno, canti e balli a non finire per questa che si appresta ad essere la notte dell’azzurro.

04 Maggio 2023 23:59 - Ultimo aggiornamento: 04 Maggio 2023 23:59
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