E’ bastata una rete di McTominay al 2’ per espugnare il Domus Unipol di Cagliari. Una partita che il Napoli ha tenuto in pugno rischiando solo in un paio di occasioni. Già, ma si può arrivare fino al fischio finale con una sola rete all’attivo senza chiuderla definitivamente quando c’è la possibilità di mettere definitivamente al sicuro il risultato? In sostanza è su questo punto che verte la chiave di questo match un po' per errori in fase realizzativa ma anche e soprattutto per aver giocato senza cattiveria e ritmo per la durata della gara. Conte, finalmente, ha potuto disporre di tutti i suoi uomini migliori dotati di classe immensa e capaci di imprimere al gioco quella qualità che finora per cause di forza maggiore è mancata. L’allenatore azzurro li ha spediti tutti in campo, un centrocampo con i fiocchi dove hanno agito Lobotka, Gilmour, De Bruyne e McTominay pronti a impostare la manovra d’attacco con quei servizi verso l’attaccante che finora sono mancati. Detto, fatto. Le lancette dell’orologio non avevano neanche toccato i primi 2’ che Politano su calcio d’angolo prima dialogava con De Bruyne e poi faceva partire un lungo cross verso l’area rossoblù su cui interveniva di testa Beukema, si accendeva una colossale mischia sotto la porta di Caprile, tocco di McTominay e pallone che finiva in rete. Cagliari sotto shock ed è stato in questo momento che gli azzurri avrebbero potuto approfittare per affondare i colpi letali ed invece hanno cominciato a cincischiare a centrocampo sbagliando anche i più elementari appoggi. Troppa disinvoltura? Troppa sufficienza? Condizione fisica non ancora ottimale? E’ molto probabile che la risposta sta nell’insieme di questi tre fattori. Il fulmineo vantaggio ha dato alla squadra quella tranquillità mentale che ne ha ridotto la concentrazione e quando si va fuori giri poi è difficile riprenderla in mano, a ciò poi va anche addebitato la condizione fisica. I quattro tenori sono rientrati da poco da una lunga, e per alcuni lunghissima, lontananza dal campo, basti pensare che per McTominay e De Bruyne questa è stata la prima partita giocata dal primo minuto, mentre Lobotka solo in settimana si è ripreso dal secondo infortunio patito quest’anno ed è anche logico attendersi prestazioni non all’altezza della propria classe. C’è anche da sottolineare qualche difficoltà di carattere tattico, il gioco, infatti, è migliorato quando Gilmour ha cominciato ad agire sulla trequarti difensiva e in mezzo al campo De Bruyne, Lobotka e McTominay sono saliti di tono e si è notato particolarmente nella seconda frazione di gioco. Nonostante ciò il Napoli ha sfiorato il raddoppio prima al 6’ con un gran tiro di Politano respinto con difficoltà da Caprile, e al 16’ con un colpo di testa di McTominay deviato in angolo. Brivido invece al 19’ quando Olivera in fase difensiva commetteva un errore, Esposito gli rubava il pallone entrava in area e sull’uscita di Milinkovic-Savic tirava un diagonale che sfiorava il palo. Il Napoli riprendeva il controllo della gara senza però affondare e il Cagliari si faceva nuovamente minaccioso al 36’ con un tiro-cross di Ze Pedro respinto con i pugni da Milinkovic-Savic. Nella ripresa gli accorgimenti tattici danno al Napoli più brio e pericolosità. Sale in cattedra De Bruyne con un gran tiro da fuori area che viene respinto e al 55’ Conte richiama Lobotka per inserire Alisson Santos per dare più spinta sulla fascia. Mossa efficace perché McTominay diventa padrone del centrocampo, Gilmour va a creare una barriera davanti alla difesa e De Bruyne libera il suo estro. Spettacolare e preciso il servizio per Politano liberato al centro dell’area cagliaritana, l’esterno azzurro si presenta davanti a Caprile in uscita, avrebbe potuto fare qualsiasi cosa ma tenta di fargli passare il pallone sotto le gambe e il portiere cagliaritano con un po' di fortuna sventa la capitolazione. Trascorrono altri dieci minuti e il fuoriclasse belga con un'altra magia serve stavolta Hojlund in area, l’attaccante danese scarta il portiere ma si allarga troppo e non riesce a finalizzare. Alisson, dal canto suo fa ammattire con le sue giocate i difensori rossoblù ma manca l’ultimo tocco. Sprazzi di gran classe dunque che vanno però finalizzate perché arrivare alle ultime battute della partita con il fiato corto chiusi nella propria area sotto la pressione di un avversario alla disperata ricerca del gol del pareggio può essere molto rischioso. Infatti al 93’ Mina riesce a sfuggire sulla fascia sinistra e fa partire un passaggio che provvidenzialmente viene letto con molta intelligenza e acume da Spinazzola, entrato al posto di Politano al 77’. L’esterno azzurro si avventa sul pallone e spazza via con furore sventando la minaccia. I tre fischi dell’arbitro fanno tirare un grosso sospiro di sollievo a tutti, ma si può soffrire fino alla fine quando basterebbe essere più cinici per portare a casa la vittoria?

