Maggio si tinge di nuove storie e approfondimenti per la Giannini Editore. La storica casa editrice napoletana presenta le sue novità editoriali: “Benessere digitale” di Paolo Siani, “Posidonia” di Elisabetta Montaldo e “Indomita” di Domenico Pennone.
Benessere digitale, l’uso sempre più precoce e incontrollato degli smartphone sta modificando profondamente la vita quotidiana di bambine, bambini e adolescenti, incidendo sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. Benessere digitale affronta il tema senza demonizzare la tecnologia, ma proponendo un approccio equilibrato e consapevole, fondato sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria. Attraverso dati, studi internazionali e osservazioni cliniche, il libro mostra come l’esposizione precoce ai device aumenti il rischio di dipendenze digitali, disturbi del sonno, difficoltà attentive, problemi emotivi e relazionali. Allo stesso tempo, indica strade con- crete per ridurre gli eccessi: ritardare l’uso dello smartphone personale, limitare il tempo di schermo, favorire attività alternative e costruire alleanze educative tra famiglia, scuola e territorio. La “dieta digitale” non è una rinuncia punitiva, ma una scelta di cura: sot- trarre tempo allo schermo per restituirlo alle relazioni, all’ascolto e alla presenza, a beneficio non solo dei più piccoli, ma anche degli adulti chiamati a essere modelli credibili.
Paolo Siani è pediatra e primario all’Ospedale Santobono di Napoli. È stato parlamentare e vicepresidente della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. Già presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, si occupa da anni di tutela dei minori, salute pubblica ed educazione digitale. Nella collana Sorsi ha pubblicato Cyberbullismo.
Posidonia è un romanzo dalla struttura inusuale, narrato in prima persona dai due protagonisti, Vera e Leonardo, personaggi realmente esistiti ma reinventati dalla scrittura. Entrambi raccontano senza filtri le proprie vite fino al momento dell’incontro che le cambierà radicalmente. Vera Vergani è una celebre attrice degli anni Venti, manager della propria compagnia teatrale, capace di rivoluzionare lo stile del teatro italiano e di portarlo sulle scene internazionali. Leonardo è comandante sulle “città galleggianti”, uomo di mare e protagonista di un’epoca segnata dal progresso e dall’avventura.
Sarà il mare a farli incontrare e a unire i loro destini. Dalla casa di Procida, Vera ripercorre una vita vissuta tra i palcoscenici e l’oceano, senza nascondere conflitti, errori e colpe, in una lucida e spietata analisi delle loro esistenze. Lo sfondo è quello degli anni ruggenti, attraversati da tensioni sociali, migrazioni, conquiste scientifiche e artistiche: dal futurismo ai grandi transatlantici, dai Ballets Russes alle figure che segnarono l’epoca, da Marconi a Toscanini, da Eleonora Duse alla giovane Anna Magnani, da Pirandello a D’Annunzio. A raccontare è Elisabetta Montaldo, la nipote, che osa reincarnarsi nella figura potente e fragile della nonna restituendo un romanzo intenso, intimo e profondamente storico.
Elisabetta Montaldo è scrittrice, pittrice e costumista legatissima all’isola di Procida. Nella sua carriera firma una ventina di film italiani e internazionali, tra tutti I cento passi, La meglio gioventù, I demoni di San Pietroburgo, che la coronano con due premi David di Donatello, due Ciak d’Oro e altri. Con Giuliano Montaldo firma diverse opere liriche per l’Arena di Verona, lo Stadio Olimpico e la città di Tokyo. Nel 2001 ha iniziato parallelamente la sua carriera di scrittrice con Il Mestiere di Costumista. Ha scritto i romanzi: Rafìla (2008), Calipso (2023) oltre ai numerosi saggi sull’isola di Procida, tra storia e costume.
Indomita ricostruisce i quattro giorni che cambiarono il volto di Napoli e della Resistenza italiana, trasformando un’insurrezione popolare nella prima vittoria autonoma di una grande metropoli europea contro l’occupazione nazista. L’opera fa dialogare la precisione del dato d’archivio con la forza della memoria orale, indagando le radici politiche e sociali della rivolta e documentando come Napoli, abbandonata dalle istituzioni dopo l’8 settembre 1943, ritrovò la propria dignità civile attraverso la lotta armata. Tra i punti chiave: il dato ufficiale dei 1.589 partigiani riconosciuti dalla Commissione Ministeriale per il Riconoscimento Partigiano (Fondo Ricompart); la storia inedita di Domenico, tranviere che osò schiaffeggiare un fascista per difendere una donna; e il mosaico sociale della partecipazione di studenti, femminielli e giovani eroi come Gennaro Capuozzo e Maddalena Cerasuolo. L’opera si propone anche come strumento didattico e civile, ricordando le radici della Costituzione italiana e della democrazia europea tra le barricate napoletane del settembre 1943.
Domenico Pennone, giornalista, ha una lunga esperienza nella divulgazione documentaristica e saggistica. Già Capo Ufficio Stampa della Città metropolitana di Napoli, ha curato il documentario “Maurizio Valenzi: 100 anni di una vita meravigliosa”. Esperto di comunicazione e innovazione, ha pubblicato per Maggioli, Il Sole 24 Ore e Formez.

