25 Febbraio 2026 - Aggiornato alle 23:22
CRONACA

Napoli: "Mattarella a Castel Capuano" di Giovanni Spinazzola

25 Febbraio 2026 19:28 —

Un quartetto d’archi del Teatro San Carlo all’ingresso del Presidente Mattarella nel Salone dei Busti della Scuola Superiore di Magistratura. È stato accolto così il Capo dello Stato a Castel Capuano per l’inaugurazione dell’anno formativo della Scuola Superiore della Magistratura. Presenti tutte le autorità istituzionali più importanti, dal Presidente della Regione Campania Roberto Fico al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Presenti anche studenti di alcuni licei campani ma anche i vertici degli uffici giudiziari, con in testa la presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli e il procuratore generale, Aldo Policastro. Mattarella ha ascoltato con grande attenzione gli interventi: dal vice presidente del CSM Fabio Pinelli al vice ministro della Giustizia Sisto fino a Silvana Sciarra, presidente della Scuola Superiore di Magistratura. 

Il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, intervenendo a Napoli all’inaugurazione dell’anno formativo della Scuola Superiore della Magistratura, ha affermato che, in un’epoca segnata dalla “giustizia mediatica”, dalla superficialità del dibattito pubblico e dalla rincorsa alla velocità dell’informazione, la Scuola rappresenta un presidio della “cultura del dubbio”, fondamento etico e metodologico della funzione giudiziaria.

Pinelli ha sottolineato che “un giudice deontologicamente consapevole” è colui che comprende pienamente il proprio ruolo istituzionale ed è quindi realmente, e non solo formalmente, indipendente e imparziale. La responsabilità etica e la sensibilità deontologica devono far parte del patrimonio professionale di ogni magistrato, che deve evitare derive soggettivistiche ed essere consapevole degli effetti dei propri comportamenti anche nella vita privata.

La Scuola, perseguendo l’obiettivo della formazione iniziale e permanente dei magistrati, contribuisce in modo decisivo all’attuazione del principio costituzionale di indipendenza della magistratura: non si può essere autonomi, indipendenti e imparziali senza il prerequisito della competenza. In un contesto segnato da un mutamento normativo “vorticoso” e da una produzione giuridica sempre più complessa e frammentata, aggravata dalla moltiplicazione delle fonti nazionali e sovranazionali, diventa essenziale offrire strumenti per orientarsi tra norme e decisioni di diversi livelli, evitando incertezze sulla tutela dei diritti e sui rimedi applicabili.

Da qui la necessità di continuare a formare i magistrati alla cultura del dubbio: non come segno di incertezza, ma come metodo rigoroso per raggiungere la verità processuale con piena cognizione e consapevolezza.

“La Scuola deve promuovere l’apprendimento non teorico ma operativo” uno dei passaggi del discorso del vice Guardasigilli che ha citato anche l’Articolo 21 della Costituzione. “La magistratura deve essere protetta, su questo non ci possono essere transazioni. Il giudice poi deve essere terzo ed imparziale, è quello che noi sosteniamo. Noi vogliamo valorizzare la magistratura e la scuola è un pilastro per questa valorizzazione. Ovviamente – ha poi continuato Sisto – bisogna rispettare le regole, che è il software comune tra tutti i protagonisti del processo, giudici, pubblici ministeri e avvocati. Perché il cittadino se sa che tutti rispettano le regole si sente ovviamente più protetto. Ci vuole questo sforzo sinergico, questo gioco di squadra – conclude il viceministro – che consenta al processo penale di essere un processo di regola rispettabile”.

A margine dell’evento, Gratteri ha toccato il tema del referendum sulla Giustizia. “Già vedo i giovani magistrati preoccupati, intimoriti, si fanno domande. Ho visto già dallo scorso anno gente che incomincia a pensare di non fare più il pubblico ministero e chiedere di fare il giudice, perché preoccupate del futuro della figura del pm. L'effetto negativo della riforma già c'è stato, comincia ad esserci e a serpeggiare una certa preoccupazione tra i giovani magistrati

Nessuno crede che si vanno a modificare 7 articoli della Costituzione per 48 magistrati l'anno che cambiano funzioni.
Servirebbe coprire le scoperture che ci sono, poi rivedere la geografia giudiziaria. Anziché riaprire i tribunali come ha fatto il ministro con Bassano del Grappa, andrebbero chiusi i piccoli tribunali, che non funzionano. Bisogna fare sinergia. Se si pensa alla proposta fatta da Nordio all'uscita di un film a Venezia, che nella riforma del codice di procedura penale si prevede che un'ordinanza di custodia cautelare venga firmata da tre giudici, si capisce il livello di incompatibilità nei piccoli tribunali, dove il presidente dovrà chiedere al presidente della Corte d'Appello applicazione di un giudice proveniente da un tribunale vicino, che sarà a sua volta in difficoltà”. 

Dichiarazioni che hanno trovato la pronta risposta del ministro Nordio.

"Prendo atto delle dichiarazioni odierne del procuratore Gratteri alla Scuola superiore di magistratura in merito alla copertura degli organici. Rilevo che, per la prima volta da mezzo secolo, stiamo colmando gli organici della magistratura attraverso ben 6 concorsi, alcuni dei quali già definiti. Di conseguenza dalla fine di quest'anno avremmo in servizio 10.853 magistrati che contribuiranno ad accelerare la definizione dei processi. I nostri numeri lo smentiscono ancora una volta". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito alle dichiarazioni del Procuratore di Napoli Nicola Gratteri sulla carenza di organici”. 
“Siamo rammaricati per questa ennesima sterile polemica che non asseconda quel clima di pacatezza e razionalità giustamente invocato dal Presidente della Repubblica. Oltre alla copertura della piante organiche della magistratura - spiega Nordio - abbiamo provveduto al potenziamento delle strutture amministrative attraverso la stabilizzazione di circa 10.000 addetti all'Ufficio del processo, a suo tempo assunti a tempo determinato. Abbiamo finalmente regolarizzato la posizione dei Giudici onorari, che erano privi di garanzie salariali e previdenziali; abbiamo inoltre assunto dall'ottobre 2022 ad oggi circa 20.000 addetti alle funzioni amministrative".

25 Febbraio 2026 19:28 - Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2026 19:28
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