12 Aprile 2026 - Aggiornato alle 22:39
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Parma-Napoli: 1-1. "Due punti persi per un eventuale aggancio" di Giovanni Spinazzola

12 Aprile 2026 18:38 —

Il Napoli esce dal Tardini con un punto conquistato al termine di una partita che si è maledettamente complicata fin dall’inizio. Le lancette dell’orologio non avevano neanche completato il primo giro che il Parma si è trovato in vantaggio. Un errore difensivo, in particolare di Juan Jesus, ha lasciato campo aperto a Strefezza che si è lanciato verso l’area azzurra, il tiro in diagonale ha sbattuto sul palo ed è entrato in rete, doppia beffa. L’errore del brasiliano è stato soprattutto mentale, nel senso che su un pallone alto scaraventato dalla difesa gialloblù a centrocampo, il difensore azzurro anziché restare posizionato sulla fascia a guardare Strefezza è andato a raddoppiare su Elphege dove era piazzato Buongiorno, il tocco di testa del giocatore parmense ha raggiunto l’attaccante gialloblù che ha potuto puntare indisturbato verso Milinkovic-Savic. Un errore che lo ha condizionato, da quel momento in poi si è trovato in grosse difficoltà a dover arginare la velocità della punta avversaria ed è stato abile Buongiorno a coprire per evitare altri guai. In particolare al 31’ un'altra azione in velocità sulla fascia condotta da Valeri ha trovato la difesa azzurra spiazzata, provvidenziale il tuffo di testa del centrale italiano a sbrogliare una pericolosa situazione. Quel malefico errore tuttavia non solo ha condizionato Juan Jesus ma tutto il gioco del Napoli, già perché da quel momento il Parma si è letteralmente chiuso nella propria area di rigore cercando di rendersi pericoloso nelle ripartenze. Sappiamo bene che Politano, capitano in assenza di Di Lorenzo, e compagni già di per sé quando devono affrontare un avversario che si chiude nel suo bunker trova enormi difficoltà a creare occasioni da rete, ma un conto è trovarsi in equilibrio un'altra cosa invece è recuperare un risultato sfavorevole. Diventa tutto più difficile, vuoi perché gli spazi sono chiusi, vuoi perché il Parma ha una difesa ben attrezzata, gioca in anticipo è molto attenta e pronta a intercettare i suggerimenti nella sua area. Il Napoli, nel primo tempo, ha cercato diverse soluzioni, ma i traversoni in area sono stati tutti respinti da un Troilo onnipresente su ogni pallone e i tentativi di dialogo al limite dell’area si sono tutti infranti dalla guardia posta in essere dai difensori ducali. Politano sulla fascia ha trovato sulla sua strada marcatori ferrei e quando è riuscito a superarli i suoi appoggi sono stati tutti rintuzzati, dall’altra parte stessa storia con Spinazzola con il risultato che Hojlund, pur lottando come un leone, non ha avuto un pallone giocabile stretto com’era nella morsa di due avversari. Lobotka si è dato un gran daffare alla ricerca di un passaggio filtrante che potesse creare azioni pericolose, andando anche a coprire il reparto arretrato con interventi provvidenziali a interrompere le trame offensive parmensi. McTominay si è tirato su le maniche della maglia e ha dato una gran mano al suo compagno di reparto, mentre De Bruyne ha cercato con la sua classe di aprire varchi ma le buone intenzioni non sono andate a buon fine. Anguissa invece ha offerto un rendimento un po' al di sotto della prestazione offerta contro il Milan. Con questo quadro Il Napoli nei primi quarantacinque minuti in pratica si è reso pericoloso solo in due occasioni, al 41’ quando un cross di Spinazzola ha trovato la testa di Anguissa e il pallone ha sfiorato il palo e al 44’ quando McTominay ha potuto usufruire finalmente di un servizio decente, ma il suo tiro è stato deviato in angolo. Qualche minuto prima Milinkovic-Savic è dovuto uscire precipitosamente dalla sua area a fermare un contropiede pericolosissimo del Parma contrastando l’avversario efficacemente. Nell’intervallo Conte ha sostituito il frastornato Juan Jesus con Beukema e il reparto arretrato ha ritrovato maggiore sicurezza. Gli azzurri sono rientrati in campo con più convinzione e maggiore velocità e al 60’ è arrivato il pareggio. Lobotka ha servito in area Hojlund, appoggio indietro a McTominay, gran botta in diagonale e per Suzuki non c’è stato nulla da fare. Da questo momento il pressing degli azzurri è stato più asfissiante grazie anche all’entrata in campo di Alisson Santos per Anguissa. Raddoppio di marcatura sul brasiliano che cinque minuti dopo punta l’avversario entra in area ma il suo tiro è parato, al 66’ un cross di Politano attraversa tutta la porta di Suzuki ma nessuno interviene e l’occasione sfuma. McTominay al 76’ si produce in una rovesciata ma il tiro non è potente e Suzuki se la cava. Conte per aumentare la pericolosità sostituisce l’esausto Hojlund con Giovane. Al 76’ brivido per gli azzurri quando un cross velenoso di Valeri viene deviato provvidenzialmente in angolo da Olivera, buona la sua gara.  Il Napoli va vicino al raddoppio al 77’ con Alisson, ma l’occasione più ghiotta capita all’83’ quando un cross di Gutierrez riesce a bucare il bunker difensivo raggiungendo la testa di Elmas davanti a Suzuki, ma il tocco va fuori. Il match in pratica finisce qui. Come solitamente avviene in questi casi sorge ovvia la domanda: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Bene, è mezzo pieno se si guarda la classifica, perché la batosta presa dal Milan fa guadagnare un punto sui rossoneri, mezzo vuoto perché questa partita poteva, sulla carta, consentire agli azzurri di mettere maggiore pressione all’Inter.

12 Aprile 2026 18:38 - Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2026 18:38
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