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Napoli-Lazio: 0-2. "Buio al Maradona e record, zero tiri in porta in 95'" di Giovanni Spinazzola

18 Aprile 2026 20:15 —

Un disastroso Napoli cede nettamente alla Lazio perdendo non solo l’imbattibilità interna ma anche la possibilità di mettere quasi al sicuro la matematica qualificazione alla Champions League. Si potrebbe tranquillamente dire Napoli non pervenuto, o ancora meglio rimasto a Castelvolturno a rilassarsi tanto è stata l’inconsistenza in campo sia fisica che soprattutto mentale. La Lazio, autentica bestia nera degli azzurri al quarto successo consecutivo al Maradona (l’ultima sconfitta interna guarda un po' è arrivata proprio contro i biancoazzurri n.d.r.), poteva presentarsi distratta dall’impegno in semifinale di Coppa Italia di mercoledì contro l’Atalanta ed invece con la mente svagata in campo è sceso proprio il Napoli. Fin dalle prime battute di gioco i laziali hanno messo in mostra una volontà e una grinta che ha messo in crisi i ragazzi di Conte. Marcatura asfissiante a centrocampo, anticipo sui portatori di palla azzurri e soprattutto una velocità supersonica quando la squadra ripartiva. Politano e compagni avrebbero dovuto metterci la stessa grinta e carattere per contrastare loro il passo ed invece si sono mostrati lenti, impacciati, e soprattutto sbagliando tanto sia in fase di appoggio che in fase di impostazione del gioco, in una sola parola inguardabili. Conte ha schierato la stessa formazione di sette giorni fa a Parma, tranne l’unico cambio di Beukema al posto di Juan Jesus, ma gli effetti sono stati peggiori. Al 6’ la Lazio si è portata già in vantaggio grazie ad una folgorante discesa di Zaccagni che serviva Taylor, Anguissa in marcatura non era lesto a contrastarlo, il pallone finiva a centro area dove Cancellieri con un guizzo metteva dentro. La reazione del Napoli si traduceva in due cross insidiosi di Politano che venivano sventati di testa dai difensori laziali. Una buona occasione capitava a De Bruyne al 22’ su passaggio di Politano ma il tiro dell’ex City finiva alle stelle. L’esterno destro azzurro è stato l’unico che ha creato disagi alla difesa laziale ma i suoi suggerimenti non hanno mai trovato un azzurro pronto a finalizzare. Il Napoli faceva fatica a impostare il proprio gioco, vuoi per l’imprecisione dei centrocampisti, a cominciare da Lobotka, vuoi anche per l’anticipo dei giocatori laziali che interrompevano le trame azzurre. La difesa napoletana poi si è mostrata chiaramente in affanno quando gli avversari con la loro velocità ripartivano a razzo sia sulle fasce che nella zona centrale del campo. In sostanza gli azzurri invece di andare vicino al pareggio si sono trovati al 29’ nella condizione di beccare il raddoppio in un’azione che altro non è stato che il tipico quadro di questa partita. Buongiorno sbagliava un appoggio a centrocampo, Noslin partiva come una freccia verso l’area azzurra, evitava l’intervento in scivolata di Beukema ma veniva atterrato da Lobotka che da dietro cercava di toglierli il pallone, rigore ineccepibile. Zaccagni s’incaricava di batterlo ma Milinkovic-Savic si produceva nell’ennesima gran parata, il pallone respinto finiva ancora sui piedi del giocatore biancazzurro ma il tiro finiva alle stelle. Gran sospiro di sollievo per lo scampato pericolo che però non produceva effetti positivi sugli azzurri, anzi era ancora il portierone serbo ad opporsi ad un tentativo da fuori di Cancellieri. Nel secondo tempo Conte cercava di porre ai ripari, fuori De Bruyne e Anguissa, dentro Elmas e Alisson Santos, ma le sostituzioni non sortivano gli effetti sperati. Certo, il brasiliano dava un po' più di vivacità al gioco di attacco producendosi nell’unico vero tiro in porta di tutta la partita al 59’ quando colpiva il palo esterno, ma per il resto la squadra continuava ad essere priva di mordente ed efficacia. Il raddoppio laziale nasceva da un'altra azione in velocità finalizzata da un passaggio di Noslin per Basic a centro area che metteva dentro. Conte tirava fuori Lobotka e Spinazzola per inserite Giovane e Gutierrez, con l’intento di dare una sferzata, ma l’impressione che si è avuta è che avrebbe potuto cambiare anche tutti ma la sostanza non sarebbe cambiata. In realtà il Napoli è sceso scarico soprattutto mentalmente e in questi casi c’è poco da fare. Sicuri della qualificazione in Chanpions League? Voci insistenti di mercato, compreso il rinnovo di Antonio Conte per il prossimo anno, che gironzolano da un paio di settimane sulle loro teste? Sono domande a cui è difficile dare una risposta precisa. Possono essere entrambe una motivazione che hanno inciso sul rendimento della squadra sia stasera che a Parma sette giorni fa, ma in entrambi i casi si fa ancora a tempo a far tornare alla realtà la squadra, occorre però un intervento deciso, duro dell’allenatore e una presa di coscienza da parte dei giocatori. Il campionato non è ancora finito, mancano cinque giornate e se si continua di questo passo tutto potrebbe tornare in ballo.

18 Aprile 2026 20:15 - Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2026 20:15
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