Sprecato il primo match ball per la matematica qualificazione alla Champions League, anzi il Napoli fa peggio, subisce la seconda sconfitta interna di questo campionato ad opera di un Bologna ben organizzato, veloce e combattivo soprattutto a centrocampo. E’ stata in quella zona del campo che i rossoblù hanno costruito il successo. Troppo liberi di impostare il gioco ed efficaci nell’anticipare gli azzurri. Conte ha dovuto fare a meno dell’apporto di De Bruyne per un infortunio ed ha optato per uno schieramento nella fascia centrale del campo con Lobotka e McTominay, mentre a sostituire il belga Giovane. Ebbene lo slovacco è apparso lento e prevedibile, lo scozzese ha cercato di fare quello che ha potuto ma anche lui, accerchiato dai centrocampisti avversari non ha dato il meglio di sé, e l’ex veronese si è dato da fare ma è stato evanescente. Il Bologna ha quindi trovato terreno fertile per attaccare la difesa azzurra sia sulle fasce che servendo le punte in profondità. Nel reparto arretrato partenopeo si è rivisto Di Lorenzo, luci e ombre la sua prestazione. Bene in fase propulsiva coronato dalla rete che ha consentito al Napoli di accorciare le distanze, opaco invece in quella difensiva, suo il tocco su Miranda in area che ha consentito al Bologna di usufruire di un rigore dopo esame dell’azione dell’arbitro al Var. Ora, si può discutere fino all’infinito sulla decisione del direttore di gara che in altri campionati molto probabilmente sarebbe stata diversa, ma resta il fatto che il capitano azzurro ha prima sbagliato il movimento nella marcatura e successivamente ha cercato di rimediare toccando però l’avversario. Gli azzurri in difficoltà nel costruire il gioco si sono affidati ad Alisson Santos e Politano per rendersi pericolosi e a conti fatti i due esterni sono stati i più brillanti creando notevoli grattacapi alla difesa ospite. Certamente la rete realizzata da Bernadeschi al 10’ con un gran tiro dal limite dell’area ha tramortito la squadra azzurra tant’è che neanche due minuti dopo Miranda servito da Orsolini ha fatto partire un bolide che si è stampato sul palo, ma è altrettanto vero che in entrambe le occasioni i giocatori felsinei sono stati favoriti da distrazioni degli azzurri. L’ex juventino infatti è stato libero di calciare in rete, e si sa che è uno dei suoi colpi migliori. Gli azzurri hanno cercato di reagire creando tre buone occasioni con Giovane ben servito da Politano ma il suo tiro è stato respinto dal portiere, con Alisson e McTominay, con un colpo di testa finito a fil di palo. Ma nel momento migliore ecco verificarsi il fallo su Miranda che ha causato il rigore trasformato da Orsolini. Il portierone azzurro stava per compiere un'altra prodezza ma il pallone gli è rimbalzato davanti superandolo. La medaglia però ha due facce e Di Lorenzo al 47’ in pieno recupero ha mostrato l’altra faccia. Solita incursione di Politano sulla fascia, servizio per Hojlund in area, tocco indietro del danese per Di Lorenzo che accorcia le distanze. Nella ripresa il Napoli ha avuto un inizio veemente. Ancora Di Lorenzo di testa su angolo di Politano sfiorava la traversa e un minuto dopo serviva Hojlund in area, che prontamente girava il pallone sulla sinistra dove arrivava come un falco Alisson che sferrava un diagonale firmando il pareggio. Partita che, nonostante tutto era stata presa per i capelli. Bene, al Napoli servono tre punti per la qualificazione alla Champions League e ha avuto tutto il tempo per poter organizzare le idee e tentare di far sua la partita tanto più che il Bologna non era più brillante come nei primi 45’ e arretra nella propria trequarti, ed invece il Napoli ha iniziato il solito giro palla per cercare varchi al centro dell’area felsinea che non si creavano per l’attenta chiusura della retroguardia rossoblù. Il tempo volava via inesorabile senza sussulti. Decisivi i cambi. Italiano faceva entrare Rowe per Bernardeschi, e successivamente Moro, Heggem e Sohm, mentre Conte sostituiva Lobotka, Politano, Gutierrez e Giovane con Gilmour, Elmas, Spinazzola e Mazzocchi. Ebbene quando ormai la partita si avviava a concludersi con un pareggio nel primo minuto di recupero ecco la beffa. Un tiro-cross veniva deviato con una manata da Milinkovic-Savic, il pallone finiva a centro area dove liberissimo Rowe si produceva in una acrobatica rovesciata, pallone che s’infilava nella rete azzurra e il gelo calava sul Maradona. Il Napoli resta ancora al secondo posto con due punti di vantaggio sulla Juventus che nel frattempo ha scavalcato il Milan in piena crisi, occorrono tuttavia sempre tre punti da conquistare per la matematica qualificazione alla Champions League e domenica Politano e compagni vanno sul campo del retrocesso Pisa. Non è più tempo di rilassarsi occorre una svegliata generale per centrare questo traguardo.
