22 Maggio 2026 - Aggiornato alle 19:38
CRONACA

Ravenna: Operazione contro il "pezzotto". In campo 200 finanzieri

22 Maggio 2026 07:19 —

Nella giornata di ieri, la Guardia di finanza di Ravenna, con il supporto dei Nuclei Speciali Tutela Privacy e  Frodi Tecnologiche e Beni e Servizi e di numerosi reparti del Corpo, ha eseguito oltre 100 perquisizioni e  sequestri su tutto il territorio nazionale delegati dalla Procura di Bologna in esito a un’indagine volta a  contrastare l’illecita diffusione di abbonamenti “pirata” acquistati da numerosissimi clienti per accedere alla  fruizione di contenuti audiovisivi a pagamento offerti, in particolare, dalle piattaforme “SKY”, “Dazn”,  “Netflix”, “Disney+”, “Spotify”.

L’operazione, che nasce da un’attività di monitoraggio effettuata sui social media, ha consentito di portare alla  luce, per la prima volta, l’esistenza di un’innovativa tecnologia, che consiste nell’installazione, sui device dei  clienti, di un’applicazione (denominata CINEMAGOAL) avente la funzione di connettere i medesimi device ad  un server estero per decriptare i contenuti audiovisivi scelti. A tal fine, sul territorio nazionale sono state allocate  delle macchine virtuali che lavoravano h24 con la funzione di captare (ogni 3 minuti) e ritrasmettere  istantaneamente i codici “originali” di abbonamenti leciti, ma intestati a soggetti fittizi (parte dei quali ora  identificati), così da inviare un segnale “in chiaro” agli “abbonati”.

Un sistema altamente avanzato e fino ad ora mai riscontrato che aveva il pregio non solo di dribblare i blocchi di  sicurezza apprestati dalle piattaforme, ma anche di incrementare la qualità della visione, riducendo la possibilità  che gli utenti finali potessero essere “intercettati” dal sistema dei controlli: l’accesso alla citata applicazione,  infatti, non determinava l’utilizzo di una connessione associabile direttamente a un determinato indirizzo IP,  schermando maggiormente l’utente finale.

Proprio tale funzionalità, infatti, era specificamente pubblicizzata da coloro (oltre 70) che avevano il compito di  distribuire il “prodotto” sul territorio, i quali riscuotevano un abbonamento annuale, dal costo variabile da 40 a  130 euro (in base ai “pacchetti” selezionati), tramite pagamenti eseguiti (preferibilmente) con strumenti non  facilmente tracciabili, poiché in criptovaluta, ovvero anche su conti di appoggio esteri e/o fittiziamente intestati.  Gli stessi rivenditori, successivamente, retrocedevano parte dei proventi conseguiti agli organizzatori della frode. La medesima Autorità giudiziaria, avvalendosi della cooperazione internazionale con Eurojust (per il  coordinamento delle operazioni in Francia e Germania), ha disposto, conseguentemente, anche il sequestro dei  supporti informatici esteri nei quali sono custoditi i dati necessari a decodificare i segnali audiovisivi protetti,  nonché il codice sorgente del programma, indispensabile per la funzionalità della citata applicazione. Nello stesso contesto investigativo, inoltre, è stato riscontrato come venisse utilizzato, ai medesimi fini illeciti,  anche il sistema più “tradizionale” della cosiddetta IPTV, conosciuto anche come “pezzotto”.

Cospicuo il materiale sequestrato dai circa 200 finanzieri impiegati, dal cui successivo esame potranno essere  tratti ulteriori elementi utili a identificare tutti i soggetti coinvolti, ivi compresi gli acquirenti finali, nonché  determinare i profitti illeciti milionari complessivamente conseguiti in relazione alle ipotesi di reato di “pirateria  audiovisiva”, “accesso abusivo a sistemi informatici” e “frode informatica”.

A questo proposito, con l’ausilio delle società danneggiate, è stata condotta una prima stima del pregiudizio  crescente loro arrecato negli anni, stimato in circa 300 milioni di euro, avuto riguardo all’ammontare dei diritti  non riscossi.

Nel frattempo, verranno notificate le sanzioni rilevate nei confronti dei primi 1000 “abbonati” individuati, con  importi che oscillano da 154 a 5.000 euro.

22 Maggio 2026 07:19 - Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2026 07:19
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