Convocato dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, si è svolto, nel pomeriggio di ieri presso il Teatro comunale di Massa di Somma, un focus provinciale con la partecipazione dei sindaci dei 56 comuni di Terra dei fuochi dell’area metropolitana. Oggetto del confronto, le iniziative integrate di contrasto a sversamenti e roghi di rifiuti nella stagione estiva e la definizione delle opportune sinergie nell’ambito dei controlli di prevenzione.
Presenti, oltre ai sindaci, il presidente della Conferenza episcopale campana e Vescovo di Acerra, Di Donna, il Commissario unico alle Bonifiche, Generale Vadalà, i vertici provinciali delle Forze di Polizia, il comandante regionale dei Carabinieri forestali, la comandante della Polizia Metropolitana, il viceprefetto incaricato del Ministro dell’interno per gli incendi dolosi di rifiuti in Campania, i rappresentanti di Regione, Arpac, Esercito e Vigili del Fuoco, nonché i rappresentanti dell’Associazione per l’esecuzione della sentenza CEDU, del Comitato Dignità e Vita, di Isde - Medici per l’ambiente e di altre associazioni.
Nel corso della riunione, il Prefetto ha illustrato l’andamento degli incendi nei primi 5 mesi dell’anno nell’area metropolitana di Napoli.
Gli eventi registrati dalla dashboard dei Vigili del fuoco sono stati 381, mentre nel corrispondente periodo del 2025 erano stati 460. Ai 79 incendi in meno corrisponde una diminuzione di circa il 17%. Nel dettaglio, il numero assoluto di incendi legati specificamente all’illecito abbruciamento di quantità di rifiuti sversati di rilievo è minore, attestandosi attorno ai 300.
Gli eventi incendiari appaiono polarizzarsi su determinate aree, mentre in altre sono in netto regresso. Diminuiti della metà ed oltre gli incendi ad Afragola, Acerra, Terzigno, Ercolano. Riguardo i due comuni finora più colpiti, Napoli passa da 288 a 241 incendi e Giugliano in Campania da 44 a 33. In leggero aumento, invece, gli incendi a Ottaviano, Poggiomarino, Nola, Brusciano, Cardito, Casalnuovo e Casoria. Si registra, da ultimo, una recrudescenza di incendi nel mese di giugno presso alcuni campi nomadi.
I dati testimoniano il continuo impegno di tutte le componenti coinvolte nel dispositivo dei controlli, con il supporto della control room interforze e l’utilizzo dei nuovi strumenti introdotti dal decreto legge del Governo nell’agosto 2025, dall’arresto in flagranza differita ai nuovi delitti in materia ambientale, dall’applicazione del ritiro della patente agli sversatori alle più incisive ipotesi di sequestro delle attività.
Nel corso dei primi sei mesi del 2026, in tutta Terra dei fuochi sono state impegnati complessivamente 8.316 servizi di pattuglia, per un totale di oltre 49.000 ore di servizio svolto. Per violazioni alla normativa ambientale, 337 sono risultati i sequestri di attività e di siti produttivi su 604 controlli sulle filiere produttive, assieme al deferimento in stato di libertà di 651 soggetti e 40 arresti.
L’obiettivo è ora implementare ulteriormente la resilienza dei territori rispetto ai fenomeni di illecita gestione dei rifiuti e supportare le azioni di rimozione straordinaria di rifiuti (18 i siti attualmente interessati) e di bonifica delle matrici inquinate già avviate dai Commissari straordinari, nell’ambito dal Piano di azione governativo per Terra dei fuochi. È, quindi, necessario un più stretto raccordo dell’azione dello Stato con quella dei comuni, che stanno mettendo in campo, dal 15 giugno scorso, servizi aggiuntivi dedicati e nuove fototrappole e microcamere grazie ai circa 1 milione e 300mila euro stanziati dal Ministero dell’interno per le polizie locali dell’area metropolitana per l’estate 2026.
Grazie alla control room interforze e alla pianificazione del tavolo -info operativo presso il Comando regionale Carabinieri forestali è in corso l’integrazione dei servizi su strada svolti da Esercito e Forze di Polizia con il pattugliamento e la vigilanza (anche con videocamere) delle Polizie locali sui siti liberati dai rifiuti e su quelli tuttora oggetto di reiterati sversamenti, rafforzando osservazione e controllo dei veicoli negli orari più sensibili e lungo le aree di confine e periferiche. Alle Polizie locali, in particolare, è affidato il compito di segnalare immediatamente i nuovi sversamenti su strade e aree comunali, classificando a vista i rifiuti e attivando la tempestiva rimozione da parte dei servizi comunali, per scongiurare nuovi accumuli. Rafforzato anche il programma di formazione in comune, specie per implementare l’utilizzo della app dell’Albo gestori ambientali e il profilo Telegram @ArpacOdorBot per le segnalazioni dei miasmi. Già attiva la sinergia tra la control room e il sistema di telecamere a lunga gittata realizzato da SMA Campania e con i servizi dedicati per Terra dei fuochi dei Vigili del fuoco.
Ulteriori iniziative sono in corso per definire a sistema i piani di emergenza esterna per gli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti siti su tutto il territorio dell’area metropolitana e per la relativa informazione della popolazione. Di pari passo si va sviluppando un’azione coordinata tra Prefetture, Regione, Commissario Unico alle bonifiche, Enti di ambito per la gestione rifiuti (EDA), Anci e comuni per ampliare al massimo la funzionalità delle isole ecologiche sul territorio, promuovendo un regolamento unitario e orientando i servizi comunali a rimozioni speditive dei rifiuti abbandonati.
“La continuità e l’intensificazione delle azioni di prevenzione e repressione –sintetizza il Prefetto di Bari – sono le chiavi del nuovo modello di contrasto degli illeciti ambientali. È ormai avviato un processo sinergico per invertire progressivamente i fenomeni di compromissione ambientale e garantire più efficaci livelli di salvaguardia della salute pubblica”.
