«L’ennesima aggressione ai danni di un medico dimostra, ancora una volta, quanto sia diventato difficile e pericoloso svolgere il proprio lavoro negli ospedali della Campania. Colpire un professionista impegnato nell’assistenza ai pazienti significa colpire l’intero Servizio sanitario pubblico ed è un fatto che non può essere in alcun modo giustificato».
Così Eugenio Gragnano, vice-segretario regionale di Anaao Assomed Campania, interviene dopo l’aggressione avvenuta nel reparto di Ostetricia del Policlinico Federico II di Napoli, dove un giovane medico specializzando è stato preso a pugni dal marito di una paziente ricoverata.
«Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza al collega aggredito – aggiunge Luigi Valletta, responsabile regionale di Anaao Giovani – aggredire un giovane medico significa idealmente attentare al presente e al futuro del Servizio sanitario pubblico. Se chi ha scelto di dedicare la propria vita alla cura delle persone viene accolto con la violenza anziché con il rispetto, il danno va ben oltre il singolo episodio e riguarda l’intera collettività. Episodi come questo rischiano inoltre di allontanare i giovani da una professione già gravata da responsabilità, carichi di lavoro e condizioni operative sempre più difficili».
Per Anaao Assomed Campania è necessario che la tutela degli operatori sanitari passi anche attraverso scelte concrete da parte delle aziende sanitarie. «Chiediamo alla Direzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento a carico dell’aggressore – prosegue Gragnano –. Sarebbe un segnale importante non solo di vicinanza al professionista coinvolto, ma anche di tutela dell’intera comunità sanitaria». Anaao Assomed Campania continuerà a spendersi in tutte le sedi affinché questo ennesimo episodio spinga a rafforzare ulteriormente le misure di prevenzione previste dalla normativa e dai protocolli di sicurezza, perché chi opera ogni giorno negli ospedali possa farlo senza il timore di subire violenze. Nessun professionista della sanità deve sentirsi solo di fronte a episodi di questo genere.
