Nella mattinata odierna, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha incontrato presso il Palazzo di Governo una delegazione di parlamentari svizzeri, in visita per avere elementi conoscitivi sui procedimenti amministrativi, concernenti le misure di prevenzione antimafia.
Il Prefetto ha illustrato la complessa realtà della camorra contemporanea, caratterizzata dalla coesistenza di due anime criminali: da una parte le consorterie storiche, focalizzate su affari economico-finanziari ad altissima redditività; dall'altra nuclei minori, instabili e violenti, che si scontrano per il controllo delle estorsioni e del narcotraffico, ricorrendo ad attentati e "stese" per imporre il proprio dominio sul territorio. Una violenza che oggi viaggia anche sul web: i clan utilizzano infatti i social network, attraverso video e sinergie con ambienti neomelodici o trap, per ostentare ricchezza, consolidare il prestigio e reclutare nuove leve.
Notevole è lo sforzo profuso sul fronte della prevenzione e del contrasto, che ha fatto registrare una flessione dei reati tra gennaio e settembre 2026 rispetto allo stesso periodo.
Il Prefetto ha inoltre evidenziato il costante impegno del Gruppo Interforze – istituito presso la Prefettura con le Forze dell’ordine e la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) – in specifiche attività di contrasto. Tali azioni si articolano in provvedimenti interdittivi finalizzati alla tutela dell’economia legale, per conferire sempre maggiore incisività alla lotta contro l’espansione dei clan.
I decreti interdittivi adottati dal Prefetto Michele di Bari – pari a 411 a partire dal 2024 – hanno colpito varie tipologie di attività nel capoluogo e nell’area metropolitana. Tra queste spiccano i settori dell'edilizia, delle onoranze funebri e della gestione dei rifiuti, ambiti ad altissimo rischio di infiltrazione. I provvedimenti hanno spesso intercettato gruppi di imprese riconducibili a famiglie criminali che, sebbene specializzate in alcune attività prevalenti, diversificano i propri investimenti in società minori o silenti. In queste realtà venivano investiti capitali illeciti coinvolgendo i vari rami familiari, all'interno di un'intricata rete di compartecipazioni e cointeressenze.
In quest'ottica, il Prefetto ha incaricato il Gruppo Interforze – composto da rappresentanti delle Forze dell’ordine, dell’Ispettorato del Lavoro e del Provveditorato alle Opere Pubbliche – di effettuare accessi ispettivi presso numerosi cantieri attivi. L'obiettivo è svolgere controlli mirati sulle società operanti, sul personale impiegato, sui mezzi utilizzati e sulla documentazione amministrativa. Dal 2024 a oggi sono stati eseguiti 34 accessi nei cantieri, volti non solo a prevenire le infiltrazioni mafiose, ma anche a tutelare la sicurezza sul lavoro e a contrastare il lavoro nero.
Di rilievo è anche l’adozione di 56 provvedimenti di “prevenzione collaborativa” (ex art. 94-bis del Codice Antimafia) emessi dal 2024 in diversi settori economici, tra cui l'edilizia, il commercio di materiali da costruzione e di autoveicoli, le produzioni alimentari, la ristorazione, i servizi funebri e le attività ricettive. Tali misure vengono disposte in alternativa ai provvedimenti interdittivi nei confronti di società il cui operato – presentando elementi di infiltrazione più contenuti rispetto ai presupposti dei provvedimenti ostativi – sia riconducibile a situazioni di agevolazione occasionale. Le imprese destinatarie sono state ritenute sanabili e in grado di rientrare nel circuito dell’economia legale dopo un percorso di recupero della durata di un anno.
Anche la sottoscrizione di protocolli di legalità tra la Prefettura e altri interlocutori istituzionali e privati si rivela strategica. Nel corso del 2025 ne sono stati siglati 5, mentre sono in corso di predisposizione ulteriori strumenti pattizi. Questi protocolli introducono regole vincolanti per la scelta dei contraenti e per il regolare svolgimento delle procedure di affidamento, contrastando il rischio di infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti pubblici.
L’azione messa in campo dalla Prefettura sta contribuendo in modo significativo a scongiurare la penetrazione della camorra nel mercato, salvaguardando l’ordine pubblico economico, tutelando la libera concorrenza tra le imprese e assicurando il buon andamento della Pubblica Amministrazione.
Il Prefetto ha infine illustrato le misure previste dall’articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), finalizzate a disporre lo scioglimento dei consigli comunali in caso di collegamenti diretti o indiretti degli amministratori con la criminalità organizzata, o di condizionamenti che alterino il voto e la trasparenza amministrativa. Attualmente, nell'area metropolitana di Napoli, sono 4 i Comuni interessati da queste misure di salvaguardia preventiva e cautelare.
Un'attenzione particolare è stata dedicata al sistema di recupero e rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, finalizzato a restituire alla collettività i patrimoni illeciti per trasformarli in strumenti di legalità, giustizia sociale e sviluppo. Sul territorio si registrano molti immobili confiscati, alcuni dei quali già oggetto di progetti di ristrutturazione per finalità sociali o istituzionali.
Al termine dell’incontro, i delegati del Parlamento svizzero hanno rivolto domande di approfondimento sulle tematiche trattate, evidenziando l’utilità del confronto per una migliore conoscenza del sistema di controlli antimafia sviluppato in Italia ed hanno espresso un particolare apprezzamento per l’attività della Prefettura .
