«Piazza Garibaldi è la porta d'accesso a Napoli, il primo biglietto da visita per cittadini e turisti. Eppure, degrado e insicurezza continuano a compromettere la vivibilità di un luogo strategico per la città. Il progetto “La Bella Piazza”, affidato alla cooperativa sociale Dedalus quale soggetto responsabile, rischia di trasformarsi nell'ennesima occasione mancata».
Lo dichiara Luigi Rispoli, vicepresidente cittadino e componente della Direzione nazionale di Fratelli d'Italia.
«Parliamo di un investimento previsto di 1.146.480 euro per i primi quattro anni, di cui quasi 980mila destinati al personale e oltre 167mila ad altre spese. Una cifra importante, che impone una domanda precisa: quali risultati concreti sono stati raggiunti sul fronte della sicurezza, del decoro e della restituzione della piazza ai cittadini? E quanto di queste risorse è stato effettivamente speso e rendicontato?».
«A fronte di questo investimento, sostenuto nell'ambito di un partenariato pubblico-privato e con il contributo della Fondazione con il Sud, è normale che i cittadini chiedano al Comune di rendere pubblici il quadro completo delle fonti di finanziamento, le somme effettivamente erogate e rendicontate, le agevolazioni concesse e i risultati conseguiti. I cittadini hanno diritto di sapere come sono state impiegate le risorse e quali benefici concreti abbiano prodotto per la sicurezza e il decoro di Piazza Garibaldi».
«I ritardi nell'attivazione dei chioschi, gli episodi di criminalità riportati dalle cronache e le persistenti criticità nelle aree circostanti impongono una verifica seria. L'apertura delle strutture non equivale alla riqualificazione dell'intera piazza. Le attività sociali sono importanti, ma non possono sostituire il controllo del territorio, la pulizia costante, la manutenzione e una presenza istituzionale efficace».
«È legittimo chiedere conto anche delle condizioni economiche riconosciute ai gestori, degli obblighi assunti dalla cooperativa Dedalus e dai partner e dei risultati ottenuti in rapporto alle risorse previste. Vale la pena ricordare che Dedalus è la cooperativa che fino alla sua nomina come assessore regionale, aveva come presidente Andrea Morniroli e che ora è stato sostituito alla presidenza dalla moglie Elena De Filippo. Non contestiamo il valore del volontariato o dell'inclusione sociale ma contestiamo l'idea che queste iniziative più che risolvere problemi strutturali di degrado e sicurezza servono per garantire introiti ai soliti sodalizi».
«Il rischio di un fallimento annunciato nasce quando si confondono i mezzi con il fine e i chioschi aperti diventano il risultato da esibire, mentre una piazza sicura, pulita e vivibile resta l'obiettivo da dimostrare. Chiediamo al Comune di rendere pubblici costi effettivi, rendicontazione, obblighi dei concessionari e risultati misurabili, insieme a un piano operativo per la sicurezza e il decoro dell'intera area.
Napoli non può permettersi che la sua principale porta d'accesso resti ostaggio della distanza tra annunci e realtà. Dopo oltre un milione di euro di investimento previsto, i cittadini hanno diritto a risposte documentate, non a nuove inaugurazioni».
