01 Novembre 2026 - Aggiornato alle 11:06
CRONACA

Napoli: Concluso in Prefettura l'evento internazionale organizzato dall'E.N.A.A.

29 Ottobre 2026 21:30 —

Si è concluso, oggi l’evento internazionale, presieduto dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, organizzato dall’E.N.A.A. - Rete europea sull'approccio amministrativo (European Network on the Administrative Approach), in partenariato con la Direzione Centrale della Polizia Criminale, diretta dal Prefetto Raffaele Grassi - per il tramite del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia - operativa presso il Ministero dell'Interno.

Nell’occasione il Prefetto ha svolto una dettagliata disamina dell’attività messa in campo per il contrasto alle organizzazioni criminali attraverso i diversi strumenti previsti dall’ordinamento giuridico.

Si è soffermato, in particolare, sui  decreti interdittivi antimafia che dal 2024, sono stati 418, e hanno riguardato imprese, principalmente edilizia, pompe funebri e rifiuti, riconducibili a famiglie criminali dedite al riciclaggio di capitali illeciti, sui controlli nei cantieri effettuati dal Gruppo Interforze con  34 accessi ispettivi per contrastare le infiltrazioni mafiose, il lavoro nero e tutelare la sicurezza sul lavoro, sui provvedimenti di prevenzione collaborativa (ex art. 94 bis del Codice Antimafia) emessi, finora in numero di 56 a carico di aziende con infiltrazioni occasionali o minori, avviando un percorso di recupero della durata di un anno per reinserirle nell'economia legale nonché sui protocolli di legalità siglati con soggetti istituzionali e non, per introdurre regole vincolanti e tutelare gli appalti pubblici e, infine, sulle misure di salvaguardia preventiva o scioglimento degli Enti locali (ex art. 143 TUEL) per condizionamenti della criminalità organizzata.

L'obiettivo complessivo di queste azioni è salvaguardare l'ordine economico, garantire la libera concorrenza e proteggere la Pubblica Amministrazione dalle infiltrazioni della camorra.

Il Capocentro della Direzione Investigativa Antimafia ha illustrato il fenomeno relativo alla presenza delle organizzazioni criminali di stampo mafioso in Italia, nei paesi dell’Unione Europea e nel mondo, con un focus specifico sulla camorra e sull’attività svolta, in raccordo con la Prefettura, inerente le informative antimafia e l’adozione delle interdittive antimafia nei confronti delle società che evidenziano legami con la criminalità organizzata.

Ha altresì approfondito la tematica inerente le misure preventive previste dal Codice Antimafia, di carattere personale e patrimoniale, volte a contrastare la pericolosità sociale e l'infiltrazione criminale.

Il Direttore del I settore del GIC, Gruppo Interforze Centrale ha svolto un focus sulle cosiddette Grandi Opere individuate come infrastrutture strategiche a livello nazionale con un approfondimento rispetto a quelle che interessano anche il territorio metropolitano, tra cui la riqualificazione del sito Bagnoli Coroglio.

I rappresentanti del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno hanno illustrato il progetto EMPACT MTCNI azione 3.1 che si concentra sul contrasto e la prevenzione delle infiltrazioni delle reti criminali transnazionali più pericolose all'interno del tessuto economico e dei settori vulnerabili (come gli appalti pubblici e i cantieri), sfruttando sia l'azione di polizia sia un approccio di tipo amministrativo.

L'azione è guidata dall'Italia tramite il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, in stretta sinergia con la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e con la co-leadership di altre nazioni e si caratterizza per l'attivazione di giornate di azione coordinate (Action Days) volte alla prevenzione. Le forze di polizia europee eseguono controlli amministrativi e ispezioni mirate nei settori a rischio (es. edilizia e sanità) per bloccare le infiltrazioni mafiose prima che si consolidino.

Il rappresentante dell’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha illustrato il sistema di recupero e rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, finalizzato a restituire alla collettività i patrimoni illeciti per trasformarli in strumenti di legalità, giustizia sociale e sviluppo. Sul territorio si registrano vari immobili confiscati, molti dei quali già oggetto di progetti di ristrutturazione per finalità sociali o istituzionali.

I 14 delegati di 11 paesi esteri presenti all’incontro - Lettonia, Belgio, Estonia, Croazia, Germania, Polonia, Svezia, Portogallo, Finlandia, Francia e Irlanda – hanno ascoltato con attenzione le buone pratiche messe in campo, oltre che dalla Prefettura, anche dalla DIA - Centro operativo di Napoli, dai rappresentanti del GIC, Gruppo Interforze Centrale del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno, dall'Agenzia per la Gestione dei Beni Confiscati, dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, al fine di illustrare in una panoramica completa lo scenario normativo e operativo vigente nel nostro Paese e hanno rivolto domande di approfondimento sulle tematiche trattate, sottolineando l’utilità del dialogo tra le diverse culture giuridiche per creare momenti di confronto e sintesi sulla delicata tematica.

Nel pomeriggio odierno si è svolta, infine, la riunione di debriefing nel corso della quale il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha ringraziato tutti i partecipanti all’iniziativa per i preziosi contributi apportati da ciascuno, sottolineando l'importanza e il valore strategico della cooperazione istituzionale, elementi che hanno significativamente contribuito ad affermare l'efficacia del modello italiano nel contrasto amministrativo alle organizzazioni mafiose.

29 Ottobre 2026 21:30 - Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2026 21:30
Commenti (0)


Per commentare questa notizia accedi all'applicazione o registrati se non hai ancora un account