Lo scorso 12 ottobre la Compagnia della Guardia di finanza di Ischia ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso d' urgenza dalla Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 8 indagati, soci e amministratori di tre società, con sede nelle province di Napoli e Caserta, attualmente affidatarie del servizio di raccolta dei rifiuti urbani in 14 Comuni della Campania, le quali hanno reimpiegato beni ed utilità provenienti da un'ulteriore impresa contaminata da capitali riconducibili al clan dei casalesi.
Già nel marzo scorso, il GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA, aveva disposto il sequestro delle quote della società, ritenuta veicolo di reimpiego di proventi delle attività della criminalità organizzata.
I successivi approfondimenti, condotti dai finanzieri della Compagnia di Ischia, consentivano, da un lato, di ricostruire i flussi finanziari delle ricchezze di matrice criminale immesse nel circuito economico legale e, dall'altro, di delineare la progressiva e deliberata spoliazione dell'attivo della società oggetto del sequestro eseguito a marzo.
In particolare, attraverso fittiz i conferimenti di rami d'azienda e il ricorso a prestanome, operazioni funzionali a consentire la prosecuzione dell'attività di raccolta dei rifiuti appaltata dagli enti locali, la società aveva sostanzia lmente traslato la propria struttura aziendale nelle tre imprese destinatarie del nuovo provvedimento, ripartendo tra esse appalti di ammontare complessivamente pari a circa 75 milioni di euro.
La Procura, al fine di preservare l'integrità del compendio patrimoniale e impedire la prosecuzione dell'attività criminosa, ha perciò adottato apposito decreto di sequestro preventivo in via d'urgenza.
In attuazione di tale provvedimento, i finanzieri hanno provveduto a sottrarre agli amministratori il patrimonio e i beni delle società, del valore di oltre 7 milioni di euro, oltre a sequestrare il capitale sociale delle stesse, del valore nominale di 240.000 euro, immettendo immediatamente le aziende in possesso dell'amministratore giudiziario designato dalla Procura.
In data 23 ottobre 2026, il GIP del Tribunale di Napoli ha convalidato il sequestro disposto dalla Procura della Repubblica ed emesso apposito decreto di sequestro preventivo relativamente ai medesimi beni.
